Il governo di Donald Trump ha revocato il visto all'ambasciatrice brasiliana Maria Luiza Ribeiro Viotti per ritorsione. La tensione deriva dal ritardo del Brasile nell'approvare il nuovo ambasciatore statunitense, a meno di due mesi dalle cruciali elezioni presidenziali del 4 ottobre, segnando un capitolo inedito tra le due nazioni, aggravato da dazi commerciali e sospetti di interferenza elettorale.

In una svolta sorprendente nelle relazioni internazionali, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, guidato da Marco Rubio, ha annunciato questo 4 agosto 2026 la revoca del visto dell'ambasciatrice del Brasile a Washington, Maria Luiza Ribeiro Viotti. Sebbene la misura sembri drastica, funzionari statunitensi hanno chiarito che non si tratta di un'espulsione né è stata dichiarata persona non grata. La diplomatica potrà continuare a risiedere nel paese, ma non potrà esercitare le sue funzioni ufficiali finché non si risolverà il conflitto.

Secondo fonti del Dipartimento di Stato riportate da media internazionali, la decisione è un'azione strettamente reciproca. Washington sostiene che Brasilia ha ritardato la concessione dell'agrément (il benestare diplomatico che di solito è una semplice formalità) a Daniel Pérez, il candidato di Trump per ambasciatore in Brasile e presidente della Camera dei Rappresentanti della Florida.

Il contesto elettorale

La tensione si approfondisce a soli due mesi dalle elezioni presidenziali brasiliane del 4 ottobre 2026, dove il presidente Luiz Inácio Lula da Silva cerca la rielezione contro Flávio Bolsonaro, alleato di Trump.

La posizione brasiliana

Il Brasile ha respinto la misura, definendola parte di un'escalation ostile motivata da ragioni ideologiche e denunciando un indebito interesse a interferire nelle prossime elezioni.

Dietro la disputa: visti negati e dazi

Il conflitto non nasce dal nulla. Pochi giorni fa, il governo di Lula ha negato i visti a due funzionari del Dipartimento di Stato statunitense, Riley M. Barnes e Samuel Samson, che avevano in programma di recarsi in Brasile. Secondo il quotidiano The New York Times, Brasilia temeva che la delegazione volesse seminare dubbi infondati sulla sicurezza del sistema elettorale brasiliano, nonché incontrare il candidato dell'opposizione Flávio Bolsonaro.

Oltre a questo braccio di ferro diplomatico, anche il fronte commerciale è incandescente. Il governo di Trump ha recentemente imposto dazi aggiuntivi fino al 37,5% sui prodotti brasiliani in virtù della Sezione 301 del suo Trade Act. In risposta, il Brasile ha aperto una controversia formale presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).

Cos'è l'agrément?

L'agrément o benestare è l'accettazione formale che un paese ricevente concede alla nomina di un ambasciatore straniero. Generalmente è una pratica rapida, ma può essere utilizzata come strumento di pressione politica quando un paese vuole manifestare disappunto per la designazione o per il governo che la effettua.