Crisi invernale sulla Cordigliera delle Ande: un record storico di 27 giorni senza transito
Il Passo Cristo Redentor, il principale valico di montagna che collega l'Argentina al Cile attraverso le Ande, ha superato il record del 2023 ed è rimasto chiuso per 27 giorni a causa di condizioni meteorologiche estreme. Secondo le fonti, oltre 3000 camion sono bloccati tra la provincia di Mendoza e la Patagonia, sopportando temperature fino a -20°C e venti che raggiungono i 160 km/h.
Cristo Redentor e il fenomeno del 'Vento Bianco'
La Coordinazione del passo internazionale ha ufficializzato la continuazione della chiusura preventiva, decisione presa dopo una riunione tecnica del Comitato Integrato del Sistema Cristo Redentor tra Argentina e Cile. Le raffiche raggiungono velocità tra 110 e 160 km/h, generando il cosiddetto 'viento blanco' (vento bianco), un fenomeno in cui il forte vento solleva la neve caduta o esistente, creando una visibilità quasi nulla e un costante trascinamento della neve sulla carreggiata.
Si stima che ci siano circa 2000 camion accumulati nelle aree di sosta del settore di Mendoza. L'Associazione Proprietari di Camion di Mendoza (Aprocam) ha avvertito che il numero potrebbe raggiungere i 4000 mezzi una volta che il transito verrà riaperto. Il corridoio è chiuso dalla metà di luglio del 2026.
Emergenza a Neuquén e nel Sud del Paese
Il maltempo colpisce diverse province argentine come Mendoza, Neuquén, Santa Cruz e Río Negro, con oltre 15 valichi di frontiera chiusi con il Cile, tra cui Jama, Socompa, San Francisco, Pehuenche e Pino Hachado.
Nella provincia di Neuquén, situata nel nord della Patagonia argentina, il Passo Pino Hachado presenta un taglio totale a causa dell'accumulo di ghiaccio. Ci sono 1581 camion distribuiti nella provincia, con la maggiore concentrazione a Cutral Co e Plaza Huincul (460 unità), e altri 280 a Las Lajas.
Voci dalla strada: Resilienza e solidarietà
Felipe Becerra, un camionista bloccato sulla Ruta 222 verso il centro sciistico di Las Leñas, ha raccontato di essere rimasto intrappolato dal 9 agosto 2026 alle 15:00. 'Di notte la temperatura è scesa a 18-20 gradi sotto zero. Ci sono 35-40 cm di neve. Avremo bisogno di una macchina per trainarci', ha spiegato. Nonostante la durezza del momento, gli autisti si organizzano per cucinare e mantenersi al caldo.
Ad Añelo, in provincia di Neuquén, l'autista Luis Hermosilla ha descritto l'attesa insieme a colleghi cileni, brasiliani e uruguaiani: 'Dormiamo qui sul camion, usiamo le nostre cassette della cucina'. Ha inoltre evidenziato l'appoggio della comunità locale: 'Da queste parti è passata gente distribuendo acqua, cibo e torta frita' (un tipico pane fritto argentino). La Gendarmería Nacional assiste anche con cucine da campo a Las Lajas, fornendo cibo e acqua ai conducenti.
Impatto economico e misure a Mendoza
La paralisi alla frontiera rappresenta un grave impatto economico per il settore dei trasporti. Ogni giornata di inattività genera un costo operativo medio di 450 dollari per ogni camion fermato, arrivando fino a 600 dollari al giorno per le unità con carichi deperibili che devono mantenere la catena del freddo consumando carburante. I trasportatori affermano che questi ritardi non vengono solitamente compensati e colpiscono direttamente le piccole e medie imprese del settore, sebbene mantengano viva la speranza di riattivare presto la catena logistica.
A Mendoza, la Direzione Generale delle Scuole (DGE) ha sospeso le lezioni presenziali del mattino e del pomeriggio in diverse zone come Malargüe, San Rafael, Tunuyán, Tupungato, San Carlos, Cacheuta, Potrerillos, Uspallata e Alta Montagna, continuando in forma virtuale. Il Servizio Meteorologico Nazionale (SMN) mantiene un'allerta gialla per nevicate e freddo estremo, con temperature minime di -13°C in Alta Montagna.
Fonti: Diario UNO, Infobae, El Cronista, Continental.