Dopo oltre sei ore di angoscia e un massiccio dispiegamento di forze di sicurezza, Nancy Aitana Isabella Ibarra, di 3 anni, è stata trovata addormentata in un terreno vicino a casa sua, nel Parque Industrial Norte di San Luis. Il ritrovamento, effettuato da un cane poliziotto, ha scatenato applausi e lacrime di sollievo. La piccola è in buone condizioni e ha già riabbracciato la madre.

La provincia di San Luis, nell'Argentina centrale, ha vissuto una notte di tensione che si è conclusa nel migliore dei modi. Nancy Aitana Isabella Ibarra, la bambina di 3 anni la cui scomparsa aveva attivato l'Alerta Sofía a livello nazionale, è stata ritrovata viva e in buone condizioni nella notte tra martedì 18 e mercoledì 19 agosto.

Il ritrovamento che ha scatenato il sollievo

Verso le 0:15 di mercoledì, gli applausi hanno rotto il silenzio nel perimetro del Parque Industrial Norte della capitale puntana. Pochi minuti dopo, la conferma: la piccola era apparsa. È stato un cane della Polizia che partecipava alle ricerche a localizzarla in un terreno vicino alla sua abitazione, come hanno riferito le autorità.

Il procuratore generale di San Luis, Sebastián Cadelago Filippi, ha spiegato che la bambina si era addormentata nel luogo. 'Sono molto felice che abbia avuto un lieto fine', ha dichiarato, confermando che la piccola era già con la madre e riceveva assistenza medica per precauzione.

Cronologia di una ricerca contro il tempo

La scomparsa è stata denunciata intorno alle 18:15 di martedì 18 agosto, quando la famiglia si è accorta che la bambina non era nel cortile di casa, all'incrocio tra le vie 3 e 111, nella zona del Parque Industrial Norte.

Ore prima, verso le 16, Nancy era stata visitata all'Ospedale del Oeste per febbre e mal di pancia, dove le avevano somministrato Novalgina. Una telecamera di sicurezza l'ha ripresa alle 16:33 su avenida Lafinur e Spagna, e poi è tornata a casa. Il procuratore ha indicato che il farmaco potrebbe averle causato sonnolenza, spiegando così che si sia addormentata nel terreno.

Un'operazione senza precedenti

La ministra della Sicurezza, Nancy Sosa, ha guidato il dispiegamento fin dal primo momento. Hanno partecipato Vigili del Fuoco, Unità Cinofile, Omicidi, Quarta Commissariato, DRIM e la Direzione Generale di Lotta contro il Narcotraffico, oltre agli allievi della Scuola Cadetti.

Mentre le ricerche avanzavano tra capannoni e terreni incolti, sono stati rafforzati i controlli ai valichi di frontiera, dove sono stati ispezionati auto, camion e pullman. L'Alerta Sofía è stata attivata dal Sistema Federale di Ricerca di Persone Scomparse e Smarrite (SIFEBU), dipendente dal Ministero della Sicurezza Nazionale, dando alla ricerca una portata nazionale.

Cos'è l'Alerta Sofía

L'Alerta Sofía è un sistema di emergenza rapida per la localizzazione di minori in situazioni di alto rischio. Prende il nome dal caso di Sofía Herrera ed è simile al sistema statunitense 'Alerta AMBER'. Il Ministero Pubblico Fiscale fa parte del programma dal 2019, e la Procura per il Tratta e lo Sfruttamento di Persone (PROTEX) gestisce le allerte.

Il ricongiungimento

Dopo il ritrovamento, la ministra Sosa ha preso in braccio la bambina e l'ha portata all'ambulanza, senza riuscire a trattenere le lacrime. Poi è arrivato il momento più atteso: il ricongiungimento con la mamma, in mezzo ad abbracci e commozione.

'Tutti molto emozionati, felici, contenti e sollevati che abbia avuto questo finale', ha riassunto Cadelago Filippi. La ricerca era terminata con il miglior esito possibile.