Dopo sette anni di silenzio, l'imprenditore Yorgen Fenech, accusato di complicità nell'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, ha testimoniato per la prima volta, gettando nuove ombre sul caso. Fenech ha dichiarato di essere stato incastrato dalla polizia e ha puntato il dito contro Keith Schembri, ex capo di gabinetto del primo ministro Joseph Muscat, come mandante del delitto.

Un colpo di scena nel processo a Malta

Il processo per l'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa nell'ottobre 2017 da una bomba piazzata nella sua auto, ha subito una svolta inaspettata. Yorgen Fenech, 44 anni, imprenditore e principale imputato, ha rinunciato al suo diritto di non testimoniare e ha offerto una versione che punta direttamente a Keith Schembri, ex capo di gabinetto dell'allora primo ministro Joseph Muscat.

Fenech, che si è dichiarato non colpevole di complicità nell'omicidio, ha affermato di essere stato incastrato dalla polizia e di non aver avuto alcun ruolo nel crimine. La sua deposizione, durata diverse ore, è stata trasmessa in diretta e ha catturato l'attenzione dell'intero paese.

L'amicizia con Schembri e l'origine del piano

Secondo Fenech, la sua amicizia con Schembri risale all'infanzia, e parlavano quasi ogni giorno. Nella sua testimonianza, ha raccontato che l'idea di uccidere Caruana Galizia nacque durante un barbecue nella sua fattoria di famiglia, dove Schembri, ossessionato dalla giornalista e con un archivio dei suoi articoli, avrebbe espresso il desiderio di farla tacere.

Il tassista Melvin Theuma, intermediario confesso, propose di "sbarazzarsi di lei" e due settimane dopo riferì di un piano attivo del costo di 120.000 euro. Secondo Fenech, Schembri gli avrebbe detto "avanti, avanti, avanti".

Messaggi, avvertimenti ed estorsione

Fenech ha dettagliato che, dopo l'omicidio, Schembri lo usò per trasmettere messaggi a Theuma, inclusi avvertimenti su arresti imminenti, come quello del 4 dicembre 2017, e dettagli di prove della polizia. Ha anche affermato che Schembri lo avvisò dell'arresto di Theuma nel 2019 e condivise un rapporto confidenziale di Europol con possibili sospetti.

L'imprenditore ha assicurato che Theuma lo estorse con registrazioni di chiamate, portandolo a pagare 400.000 euro per coprire le spese legali dei fratelli Degiorgio, condannati per aver piazzato la bomba. Lo stress, ha detto, lo portò a una dipendenza dalla droga e distrusse la sua vita familiare.

La risposta dell'accusa

L'accusa non ha tardato a rispondere. Il procuratore Godwin Cini ha rinfacciato a Fenech: "Le tue impronte digitali sono ovunque", e ha messo in dubbio chi avesse realmente il potere nella vicenda. La polizia ha dichiarato che Schembri non è mai stato sospettato, e Schembri ha negato ogni coinvolgimento.

Il caso si basa in gran parte sulla testimonianza di Theuma, che afferma che Fenech gli diede 150.000 euro per ingaggiare i tre uomini condannati per l'attentato. I fratelli George e Alfred Degiorgio e Vincent Muscat sono stati condannati, quest'ultimo dopo aver confessato in cambio di una pena ridotta.

Un caso che ha segnato Malta

L'omicidio di Daphne Caruana Galizia, nota per le sue inchieste sulla corruzione a Malta, ha provocato un'ondata di indignazione internazionale e ha portato alle dimissioni del primo ministro Muscat nel 2020. Fenech ha menzionato legami con alti funzionari di polizia e politici, inclusi messaggi WhatsApp con Schembri e Muscat, aggiungendo ulteriori strati a un caso che continua a generare polemiche.

Il processo continua, e la testimonianza di Fenech potrebbe essere chiave per far luce sulla verità dietro uno dei crimini più scioccanti della storia recente di Malta.