Dopo sei mesi di sciopero che hanno paralizzato la giustizia, i lavoratori di Córdoba hanno approvato a larga maggioranza l'accordo salariale proposto dal Governo e dal Tribunale Superiore. Con il 70,7% dei voti favorevoli, il conflitto si chiude e si torna al lavoro, con aumenti fino al 14%.

Quasi sei mesi di tensione, 25 giorni di sciopero nella capitale e 28 nell'interno, migliaia di udienze rinviate. Poi, la svolta. In una delle assemblee più partecipate della storia del sindacato, i dipendenti del Potere Giudiziario di Córdoba hanno detto sì all'accordo salariale proposto dal Governo provinciale e dal Tribunale Superiore di Giustizia (TSJ).

La votazione, tenutasi martedì 1 settembre 2026, ha visto la partecipazione di 1.146 afiliados: 810 voti favorevoli (70,7%), 276 contrari (24,1%) e 59 che hanno chiesto di proseguire la protesta (5,1%). Un risultato netto, che ha spianato la strada alla firma dell'accordo, avvenuta mercoledì 2 settembre nella Secretaría de Trabajo, alla presenza del sindacato AGEPJ, dell'Esecutivo e dei rappresentanti del TSJ.

Un accordo in cinque punti chiave

Equiparazione anticipata con la Giustizia Federale

Le quote di equiparazione previste per luglio 2027 e luglio 2028 sono state anticipate a settembre e dicembre 2026. Per le categorie meno retribuite (scrivani e ausiliari), questo significa un aumento immediato in busta paga già da questo mese.

Premio di permanenza e bonus

Verrà pagato il 50% del premio di permanenza per tutte le categorie, più un bonus non retributivo dell'1,9% che resterà attivo fino alla prossima tornata di negoziati.

Contributo straordinario ridotto

Il contributo straordinario alla Cassa Pensioni scende dal 8% al 6%. Beneficiano della misura 1.400 dipendenti, oltre a magistrati e funzionari. L'effetto netto in busta paga è del +2,8%.

Niente decurtazioni per gli scioperi

Il Governo si è impegnato a non trattenere le giornate di sciopero ancora pendenti. Le trattenute già applicate (tra $200.000 e $450.000 per cinque giorni di astensione) verranno restituite a rate secondo il calendario concordato.

Aumenti garantiti

Per la categoria più bassa, l'aumento è del 5,65% in più rispetto alla scala della Corte Suprema. Per le altre categorie, gli incrementi vanno dal 7,66% al 14%.

Numeri che parlano chiaro

L'esempio più lampante: lo stipendio base di un ausiliario, senza titoli né anzianità, è passato da $789.411,20 nell'aprile 2025 a $1.577.952 nel settembre 2026. Un balzo del 99,9% in soli diciassette mesi. Questo stipendio oggi copre il 100,8% della Canasta Basica Totale (CBT) per una famiglia tipo: un traguardo storico per il settore.

Il costo mensile stimato dell'accordo è di $1.800 milioni, che sale a $2.400 milioni considerando anche la riduzione dei contributi.

Le reazioni

Il segretario del Capitale Umano, Gustavo Panighel, ha elogiato il dialogo come strumento di risoluzione del conflitto, mentre il ministro della Giustizia e del Lavoro, Julián López, ha partecipato alla firma dell'atto. Il governatore Martín Llaryora ha seguito da vicino ogni fase della trattativa. Dal fronte sindacale, Federico Cortelletti, leader di AGEPJ, ha rivendicato il risultato come frutto della “unità e perseveranza” dei lavoratori, ma ha già messo in agenda la prossima battaglia: la piena applicazione della legge di Equiparazione per il settore dei pensionati.

Il nodo ancora aperto: i magistrati

L'accordo con i dipendenti non chiude il capitolo della giustizia provinciale. I magistrati continuano a chiedere l'adeguamento alla Giustizia Federale: oggi guadagnano circa il 77% dei loro colleghi nazionali, ma l'obiettivo è il 90%. Inoltre, chiedono l'eliminazione del tetto di 30 anni per i bonus di anzianità. Sono già state presentate centinaia di azioni legali e circa un migliaio di ricorsi amministrativi: la partita, insomma, è ancora aperta.

Fonte principale: LMDiario