Un triplice delitto efferato sconvolge lo Stato del Messico. Il musicista Jonathan 'Honas' Meléndez, fondatore della band Camilo Séptimo, è stato trovato senza vita insieme alla moglie incinta, alla figlia di 3 anni e alla domestica in una torre residenziale di lusso. La polizia ha fermato un imprenditore argentino, indicato come presunto autore materiale e intellettuale del fatto.

Il 1° settembre 2026, un evento di estrema violenza ha scosso la comunità artistica e l'intero Messico. Il musicista, compositore e produttore Jonathan 'Honas' Meléndez Ochoa, 38 anni, membro fondatore della band indie pop Camilo Séptimo, è stato ucciso insieme alla moglie incinta, alla figlia di 3 anni, a una domestica e al cane di famiglia nel suo appartamento della torre Grand Viure, nella esclusiva Zona Esmeralda, ad Atizapán de Zaragoza, nello Stato del Messico.


La notizia, rapidamente diventata virale e oggetto di una ondata di indignazione e cordoglio, è stata confermata dalla Procura Generale di Giustizia dello Stato del Messico (FGJEM). Secondo il rapporto ufficiale, i corpi sono stati trovati quasi a mezzanotte di martedì. Due adulti e la bambina presentavano ferite da arma da fuoco alla testa, mentre la quarta vittima, la domestica di 21 anni, aveva un colpo alla schiena. Il musicista, inoltre, è stato trovato con le mani legate.

Un sopravvissuto miracoloso: il figlio di 6 anni

In mezzo alla scena del crimine, gli agenti di polizia e i marines hanno fatto una scoperta che, nonostante la tragedia, ha acceso un barlume di speranza: il figlio della coppia, di 6 anni, è stato trovato vivo, nascosto sotto un letto. Gli ufficiali, sentendolo, hanno esclamato “Abbiamo un bambino!”. Il minore non presentava segni di violenza ed è stato subito messo in salvo dalle autorità.

L'arrestato: un imprenditore argentino con legami commerciali

Le indagini sono progredite rapidamente. Il mercoledì 3 settembre 2026, la FGJEM ha confermato il fermo di due sospettati: Diego Sebastián Rosen, argentino di 51 anni, e Gerardo N. Le autorità hanno indicato Rosen come presunto autore materiale e intellettuale del crimine, sfruttando il rapporto di fiducia che aveva con la vittima come socio in affari.

Rosen, titolare dell'agenzia di viaggi NOMAD Adventures, aveva un passato di denunce per truffe, accusato di essersi appropriato di 400.000 pesos messicani (circa 20.000 euro) da vittime di frodi. Secondo la prima ipotesi ufficiale, il movente principale sarebbe stato il furto, facilitato dalla fiducia che la vittima riponeva in lui per accedere all'abitazione.

Le immagini delle telecamere di sicurezza dell'edificio hanno ripreso Rosen nell'ascensore della residenza pochi minuti prima del delitto. Nel video, della durata di 24-30 secondi, lo si vede con una giacca di pelle nera, berretto verde, occhiali da sole e una borsa o zaino. Alla fine del filmato, guarda fissamente la telecamera, un gesto che le autorità considerano una prova chiave.

Reazioni e contesto artistico

Il caso ha provocato un dolore profondo nella scena musicale indipendente. I Camilo Séptimo, gruppo originario di Città del Messico, sono noti per successi come “No me digas” e “Miénteme”, e hanno collezionato milioni di stream sulle piattaforme digitali. La band aveva raggiunto una fama internazionale, rendendo la notizia ancora più scioccante.

Il Segretario alla Sicurezza, Omar García Harfuch, ha informato che uno degli arrestati era socio di una delle vittime e ha confermato il fermo, sottolineando la collaborazione tra la Procura statale, la Segreteria di Sicurezza e Protezione Civile e la Polizia di Città del Messico.

Indagini in corso

Le autorità non escludono di ampliare l'indagine per determinare se vi siano stati altri complici, e stanno analizzando il contenuto dei dispositivi elettronici delle vittime e dei fermati. Nel frattempo, la comunità artistica e i fan della band esprimono il loro dolore sui social, chiedendo giustizia per Jonathan, la sua famiglia e la giovane domestica.

Questo tragico evento, seguito dai media di tutto il mondo, mette in luce la violenza che affligge il Messico e la vulnerabilità anche in zone considerate sicure. La famiglia delle vittime e la società in generale attendono che il processo faccia piena luce e che i responsabili paghino con tutto il peso della legge.

Riassunto dei fatti
  • Data del crimine: 1° settembre 2026.
  • Luogo: Torre Grand Viure, Zona Esmeralda, Atizapán de Zaragoza, Stato del Messico.
  • Vittime: Jonathan Meléndez (38), Ana Paula Barragán (35, incinta di 4 mesi), figlia di 3 anni, domestica di 21 anni e il cane di famiglia.
  • Sopravvissuto: figlio di 6 anni, trovato illeso.
  • Fermati: Diego Sebastián Rosen (51, argentino) e Gerardo N.
  • Movente presunto: furto.

Fonti: Infobae e FGJEM.