Le riserve internazionali della Banca Centrale Argentina sono salite di 315 milioni di dollari nella prima giornata di settembre, spinte dalla rivalutazione dell'oro e di altre valute. Tuttavia, gli acquisti ufficiali di valuta nel mercato all'ingrosso sono stati i più bassi per un inizio mese dell'anno, accendendo allarmi sulla sostenibilità del ritmo di accumulazione.

La Banca Centrale della Repubblica Argentina (BCRA) ha iniziato settembre con un panorama misto: da un lato, le riserve internazionali lorde sono salite a 50.800 milioni di dollari, consolidandosi sopra la soglia dei 50.000 milioni; dall'altro, gli acquisti netti di valuta nel mercato ufficiale sono stati di appena 15 milioni di dollari, il peggior dato per un primo giorno utile del mese nel 2026.

Secondo dati ufficiali e privati, l'aumento delle riserve si spiega principalmente con fattori di valutazione e non con una maggiore intervento sul mercato dei cambi. L'oro, uno degli attivi di riserva più rilevanti, è salito del 2,40% nella giornata, contribuendo con circa 180 milioni di dollari allo stock. Inoltre, il dollaro globale è sceso dello 0,60%, mentre l'euro è avanzato dello 0,33%, la sterlina dello 0,30%, lo yuan dello 0,01% e lo yen dell'1,85%, migliorando il valore delle disponibilità in queste valute.

Acquisti della BCRA: il dato che preoccupa

Nella prima giornata di settembre, la BCRA ha assorbito solo 15 milioni di dollari su un volume totale operato di 898 milioni di dollari, cioè appena il 2% del negoziato. Il saldo compratore del mese ammonta a 58 milioni di dollari, ma la media giornaliera di acquisti in settembre è di 19 milioni di dollari, molto al di sotto dei 38 milioni di agosto, dei 103 milioni di luglio, dei 68 milioni di giugno e dei 137 milioni di maggio.

Nonostante il rallentamento, la BCRA mantiene una serie positiva di 26 sedute consecutive e accumula nel 2026 acquisti per 14.153 milioni di dollari.

Dollaro all'ingrosso e mercati alternativi

Il dollaro all'ingrosso ha chiuso a 1.508 pesos per la vendita, con un calo dello 0,20%, la seconda flessione consecutiva. La distanza dal tetto della banda valutaria è del 22,92% (tetto a 1.879,97 pesos).

Nel mercato parallelo, il dollaro MEP ha operato a 1.528,13 pesos (-0,40%), il CCL a 1.588,50 pesos (stabile) e il blu a 1.545 pesos (+0,32%). Il divario tra il blu e l'all'ingrosso è del 2,45%, mentre quello del CCL (canje) è del 3,95%.

Futures e tassi

Nel mercato dei futures, le quotazioni sono scese in media dello 0,13%. Settembre è calato dello 0,22% (tasso implicito del 1,49% mensile e 17,93% annuo), ottobre dello 0,25% (tasso implicito del 1,63% mensile e 19,53% annuo) e dicembre dello 0,21%.

I tassi di interesse in pesos hanno mostrato un lieve aumento: la TAMAR è passata dal 23,81% al 24,50%, mentre la BADLAR è salita dal 23,06% al 23,13%.

Cosa aspettarsi per il resto di settembre?

La sfida per il governo e la BCRA è mantenere la calma sul fronte valutario e trasformarla in una ricomposizione più consistente delle riserve. Secondo gli analisti, la riduzione dei tassi e la minore domanda stagionale di pesos potrebbero favorire una graduale dollarizzazione dei portafogli, con pressioni sul tasso di cambio.

Tuttavia, ci sono fattori che potrebbero alleviare la pressione: si prevede che la domanda di dollari del settore pubblico (come la Provincia di Buenos Aires) e le importazioni di energia perdano forza a settembre. Inoltre, le emissioni di debito in dollari di imprese e province sono scese ad agosto a 937 milioni di dollari, rispetto ai ~2.000 milioni di luglio, limitando l'offerta di valuta.

Le proiezioni private sono divergenti: Allaria prevede acquisti per 5.000 milioni di dollari aggiuntivi fino a fine anno (totalizzando ~19.000 milioni), mentre Fortress Capital anticipa un ritmo più moderato, simile a quello di agosto.