31/07/2026 18:38 - Economia
Il mercato dei cambi argentino ha salutato il mese di luglio 2026 con un'ottima notizia per l'economia locale: una stabilità del tasso di cambio che permette a salari e risparmi di guadagnare terreno rispetto all'inflazione. Secondo quanto riportato da diversi media finanziari, il biglietto verde ha registrato ribassi generalizzati nelle sue principali quotazioni, dimostrando la forza del piano economico in corso.
Il 31 luglio 2026, il dollaro ufficiale ha registrato la terza giornata consecutiva di ribasso, un dato incoraggiante che conferma il rallentamento del ritmo di svalutazione. Nell'intero mese, il tasso di cambio all'ingrosso è avanzato solo dello 0,2% (+3 ARS), il suo minimo aumento negli ultimi quattro mesi, rimanendo al di sotto dell'inflazione stimata per il periodo.
Il controllo del divario (brecha) tra dollaro ufficiale e parallelo è un altro grande successo del mese. La differenza tra il dollaro all'ingrosso e il blu si è mantenuta intorno al 5%, un margine ridotto che favorisce la pianificazione di imprese e famiglie argentine.
L'ottimismo nel quartiere finanziario di Buenos Aires (la City porteña) è sostenuto anche dalla solida posizione della Banca Centrale della Repubblica Argentina (BCRA). Nell'ultima settimana di luglio, l'autorità monetaria ha accelerato l'acquisto di valuta, aggiungendo 117 milioni di dollari in una sola giornata. In questo modo, lo stock di riserve internazionali lorde si è mantenuto abbondante, chiudendo al di sopra della soglia dei 49.001 milioni di dollari.
L'analista Emilio Botto, di Mills Capital, ha sottolineato che l'avanzo commerciale accumulato nel primo semestre del 2026 ha raggiunto i 13.923 milioni di dollari, superando il risultato dell'intero anno 2025. Ciò dimostra che l'afflusso di valuta si sta diversificando verso energia e miniere, allontanandosi dalla dipendenza esclusiva dal settore agricolo.
In un contesto di rinnovata fiducia, le province argentine e la Città Autonoma di Buenos Aires (CABA) stanno emettendo debito sui mercati internazionali al ritmo più alto dal 2017. Secondo lo stratega Alan Versalli, di Cocos Capital, da novembre 2025 a luglio 2026, sei giurisdizioni hanno collocato debito estero per un totale vicino ai 4.900 milioni di dollari in sette operazioni distinte, senza che il governo nazionale debba impegnarsi in nuove emissioni sovrane.
Redazione Imago, con dati di agenzie e media finanziari nazionali.
Alfredo S. Quiroga