Il presidente della Camera Argentina del Commercio e dei Servizi (CAC), Mario Grinman, ha riaffermato le sue dichiarazioni del Councilor delle Americhe: chiudono aziende e si perdono posti di lavoro, ma il sacrificio è necessario per raggiungere un'Argentina normale. Ha anche avvertito che un ritorno al kirchnerismo sarebbe 'un apocalisse'.

Il presidente della Camera Argentina del Commercio e dei Servizi (CAC), Mario Grinman, ha ribadito con fermezza la sua posizione sul programma economico del governo di Javier Milei, dopo le critiche ricevute nel corso della 23ª edizione del Council of the Americas, tenutasi giovedì 20 agosto 2026 all'Hotel Alvear Palace di Buenos Aires.

In un'intervista radiofonica di sabato 22 agosto, Grinman è stato molto diretto quando gli è stato chiesto delle sue dichiarazioni sulla chiusura di aziende e la perdita di posti di lavoro: "È la realtà in cui ci troviamo". Un processo, ha detto, che è doloroso ma necessario.

"Stiamo attraversando un momento difficile? Sì, ma eterogeneo. Ma se questo sofferenza è il prezzo che dobbiamo pagare perché i nostri nipoti vivano in un Paese normale, ne varrà la pena".

Mario Grinman, presidente della CAC

Le dichiarazioni originali, pronunciate nel corso dell'evento del Councilor delle Americhe, avevano già suscitato un ampio dibattito con altri imprenditori. Durante quel confronto, il presidente della Camera Argentina della Costruzione, Gustavo Weiss, aveva detto ai giornalisti: "La situazione delle micro e piccole imprese è ciò che ci preoccupa tutti. Milei non ascolta nessuno". Grinman ha ribattuto con il suo discorso sul 'sacrificio utile'.

L'analisi dello scenario economico

Nell'intervista di questo sabato, Grinman ha citato il fatto che "in tutto il mondo, ogni giorno, nascono e chiudono aziende; il problema è la velocità". Ha chiarito che la CAC sta monitorando da vicino la situazione del settore privato e che c'è una forte preoccupazione per la possibilità di un ritorno a "vecchie politiche economiche".

Allo stesso tempo, il dirigente ha descritto una realtà con luci e ombre: "Ci sono settori a cui va molto bene e altri che no. Ci sono cose interessanti e altre che devono essere cambiate con il tempo, ma non ci sono soluzioni magiche".

Il quadro macroeconomico (dati recenti)
  • Investimenti: calo dell'6,2% a giugno
  • Vendite al dettaglio nelle PMI: -3,8% a luglio
  • Inflazione all'ingrosso (annuale): +0,8%
  • Attività economica: +2,7% a giugno (dato mensile)
  • Rischio Paese: in calo fino a 506 punti base (vs. picchi di 532)
  • Riserve monetarie: oltre 50.655 milioni di dollari, il massimo negli ultimi sette anni

Grinman ha elogiato i risultati del Governo: la diminuzione dell'inflazione, il deficit fiscale zero e il surplus commerciale sono i punti chiave del piano Milei. Tuttavia, il clima politico e sociale continua ad essere teso in vista delle prossime elezioni del 2027.

L'avvertimento di Grinman: evitare il passato ad ogni costo

Il passaggio più duro del'intervista è stato quando ha disegnato i due scenari possibili per il paese: "Se il programma funziona, l'Argentina sarà straordinaria. Ma se non funziona e torniamo al passato, sarà un'apocalisse". Una dichiarazione che si allinea con il discorso della Casa Rosada e che ha innescato la campagna politica in vista delle elezioni.

Lo stesso presidente Javier Milei è ricomparso in modalità belligerante durante il Councilor delle Americhe, attaccando i giornalisti e l'opposizione, difendendo con forza il suo aggiustamento. La mancanza di dialogo con il business world è stato un dato ripetuto nei corridoi dell'evento, dove il di betweene Weiss e Grinman rappresenta la divisione tra chi appoggia il piano e chi teme il declino dell'attività.

Per ora, la CAC si presenta come una delle camere che publicamente appoggiano i costi dell'ajuste, anche se con un occhio di attenzione alle sofferenze delle piccole imprese. "La trasformazione non ha scorciatoie", ha sentenziato Grinman, mostrando una fiducia di fondo nel futuro del paese.