Corsa contro il tempo in Giappone dopo il terremoto

La prefettura di Kumamoto, nell'isola meridionale di Kyushu, vive ore di angoscia dopo il potente terremoto di magnitudo 6.8 (inizialmente misurato come 7.1) che ha colpito la regione martedì 28 luglio 2026.

Secondo quanto riportato da The Guardian, il numero delle vittime è salito a 30 persone, con almeno 62 feriti confermati. Il sisma ha raggiunto il livello massimo di 7 sulla scala shindo, scatenando il caos su infrastrutture e abitazioni.

Il dramma all'Aeon Mall e nella fabbrica di carta

Esplosione all'Aeon Mall

Il centro commerciale di Kashima ospitava circa 3.000 persone. Dopo l'evacuazione, un'esplosione di gas ha fatto crollare parte del tetto. Sei persone sono morte dopo essere rientrate nell'edificio.

Nippon Paper

A Yatsushiro, il crollo di un camino ha intrappolato 11 lavoratori. Otto sono deceduti e le ricerche di un disperso continuano tra le macerie.

Risposta ufficiale e contesto geologico

La prima ministra Sanae Takaichi ha dichiarato che si tratta di "una corsa contro il tempo" e ha mobilitato quasi 5.000 effettivi delle Forze di Autodifesa. Le temperature fino a 35°C e una scossa di assestamento di magnitudo 5.8 registrata durante la notte di giovedì 30 luglio hanno complicato le operazioni di soccorso.

Cos'è la scala Shindo? A differenza della scala Richter che misura l'energia rilasciata all'ipocentro, la scala shindo (da 0 a 7) misura l'intensità della scossa in un punto specifico in superficie. Un livello 7 implica che le persone non riescono a stare in piedi e la maggior parte degli edifici subisce danni gravi.

Il Giappone si trova nella Cintura di Fuoco del Pacifico, una delle zone sismiche più attive del mondo, registrando il 20% dei terremoti di magnitudo 6 o superiore del pianeta. Questo evento riporta alla memoria i terremoti di Kumamoto del 2016, che causarono 273 morti, e il devastante sisma del 2011 che provocò la morte o la scomparsa di circa 18.500 persone.

Attualmente, quasi 23.000 famiglie sono senza elettricità e 75.000 senza acqua corrente, con circa 15.000 persone evacuate in 400 rifugi in tutta la regione.