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Escalation in Medio Oriente: gli USA lanciano una nuova ondata di attacchi contro l'Iran per il controllo di Hormuz

15/07/2026 09:12 - Internacionales

Escalation militare: gli USA riavviano l'offensiva contro l'Iran

Pubblicato il 15 luglio 2026

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) avrebbe confermato che questo 15 luglio 2026, alle 6:00 del mattino (ora dell'Est degli USA), sarebbero iniziati una nuova ondata di attacchi contro il territorio iraniano. Secondo quanto riportato dalle agenzie militari, l'obiettivo sarebbe quello di 'degradare ulteriormente le capacità militari che le forze iraniane hanno utilizzato per attaccare il traffico commerciale nello stretto di Hormuz'. Nonostante le tensioni, si spera che questa mossa possa spingere le parti verso una rapida risoluzione diplomatica.

Il collasso della tregua e il blocco navale

Questa nuova offensiva avverrebbe dopo il collasso di fatto della tregua firmata il 17 giugno 2026. Gli Stati Uniti avevano imposto un blocco navale ad aprile, revocato il mese scorso dopo un accordo provvisorio, ma le tensioni per il controllo del traffico marittimo avrebbero portato Washington a reimporsi il blocco questa settimana. L'ex presidente Donald Trump avrebbe persino annunciato un pedaggio del 20% per le navi che attraversavano lo stretto, per poi rinunciare su richiesta degli alleati del Golfo Persico.

Attacchi notturni e ritorsioni iraniane

L'offensiva diurna si aggiungerebbe a una serie di bombardamenti notturni di sette ore che, secondo funzionari iraniani citati da Infobae, lascerebbe più di 200 vittime tra le loro truppe. Uno degli impatti colpirebbe una caserma della 388ª Brigata di Fanteria Meccanizzata nella provincia di Sistan e Baluchistan, uccidendo almeno sette soldati e ferendone più di 260.

In risposta, la Guardia Rivoluzionaria dell'Iran minaccerebbe di bloccare tutte le esportazioni energetiche del Medio Oriente. Inoltre, Teheran rivendicherebbe attacchi con missili e droni contro basi statunitensi in Bahrein, Kuwait e Giordania. La Giordania riferirebbe di aver abbattuto tre missili, mentre Bahrein e Kuwait emetterebbero allerte, sperando in un rapido de-escalation regionale.

L'avvertimento di Trump e l'impatto sul petrolio

'Sarà meglio che raggiungano un accordo, o non gli resterà nulla', avrebbe avvertito Trump in un'intervista con Fox News, anticipando che ponti e centrali elettriche potrebbero essere i prossimi obiettivi se non vengono ripresi i negoziati, mostrando la strada verso la pace come unica via.

Il mercato energetico reagirebbe con cautela di fronte all'incertezza. Il prezzo del barile di petrolio Brent, riferimento internazionale, quoterebbe sopra gli 85 dollari, più del 15% rispetto al livello pre-conflitto, sebbene ancora lontano dai quasi 120 dollari del picco massimo, offrendo spazio per una stabilizzazione se i colloqui avanzassero.

Contesto: cos'è lo stretto di Hormuz?

Per comprendere la portata del conflitto, è essenziale conoscere l'importanza dello stretto di Hormuz. Si tratta di un passaggio marittimo stretto tra il Golfo di Oman e il Golfo Persico. Attraverso le sue acque, in tempi di pace, circolerebbe circa un quinto del petrolio e del gas naturale scambiati in tutto il mondo. Riaprirlo con la forza richiederebbe, secondo analisti, una flotta molto più grande ed eventualmente decine di migliaia di truppe terrestri.

Fonti e dichiarazioni

  • Secondo il quotidiano spagnolo El País verrebbero confermati i dettagli del comunicato del CENTCOM.
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