23/07/2026 12:37 - Internacionales
Secondo i media internazionali, il conflitto in Medio Oriente subirebbe una nuova e preoccupante escalation. Di fronte all'espansione degli scontri, la comunità internazionale raddoppia gli sforzi diplomatici nella speranza di trovare una soluzione pacifica che stabilizzi la regione e protegga il commercio globale.
Per chi non è del settore, il petrolio Brent è il riferimento per i prezzi in Europa e nel mondo, mentre il West Texas Intermediate (WTI) è lo standard negli Stati Uniti. Secondo le informazioni di Infobae e CNN in Spagnolo, il prezzo del greggio Brent raggiungerebbe questo 23 luglio 2026 i 100,14 dollari al barile, mentre il WTI si aggirerebbe intorno ai 90,98 dollari. Questo rialzo si verificherebbe dopo gli attacchi rivendicati dai ribelli Houti (un gruppo armato dello Yemen) contro due petroliere saudite, l'Encelia e la Layla, nel Mar Rosso.
L'interruzione del traffico marittimo in punti nevralgici come lo Stretto di Hormuz (un passaggio strategico per il 20% del petrolio mondiale) e il Mar Rosso genererebbe una maggiore pressione sull'offerta globale, innalzando il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti a circa 4,09 dollari.
Fonti come La Voz indicano che gli Stati Uniti avrebbero completato il loro dodicesimo bombardamento contro le postazioni iraniane, attaccando installazioni marittime e depositi di missili. In questo scenario, il presidente Donald Trump avrebbe avvertito che il suo paese attaccherà 'molto presto' la zona di Pickaxe Mountain, dove presumibilmente esisterebbe una installazione nucleare segreta. Inoltre, Trump avrebbe minacciato una 'grande punizione militare' se gli Houti, sostenuti dall'Iran, tornassero ad attaccare le navi nello Stretto di Hormuz.
In un gesto di speranza per la pace, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti avrebbe votato a favore di limitare i poteri del presidente nella guerra contro l'Iran se non ha l'approvazione del Congresso. La misura, presentata dalla rappresentante democratica Pramila Jayapal, avrebbe ottenuto 214 voti favorevoli e 208 contrari, con il sostegno di quattro repubblicani, segnando una pietra miliare nel controllo delle azioni belliche.
Il segretario generale dell'ONU, António Guterres, avrebbe avvertito questo 23 luglio 2026 che la situazione in Medio Oriente starebbe 'sfuggendo di mano', esortando le parti a 'fare un passo indietro' e a puntare sulla diplomazia. Nella stessa linea, il capo della diplomazia dell'Unione Europea, Kaja Kallas, qualificherebbe i blocchi marittimi come una 'pericolosa escalation', mentre la Germania ha espresso la sua 'grande preoccupazione'.
D'altra parte, il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, manterrebbe una posizione ferma ma misurata, affermando che la dottrina di difesa iraniana si basa sulla legge del taglione ('occhio per occhio'), cercando risposte calibrate invece di una escalation illimitata. Si spera che la mediazione di paesi come l'Iraq, attraverso la visita del suo primo ministro Ali al-Zaidi a Teheran, possa spianare la strada verso una possibile tregua che restituisca stabilità alla regione.
Fonti consultate: Infobae, CNN in Spagnolo, La Voz.
Alfredo S. Quiroga