La Spagna ha annunciato controlli temporanei alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall'Italia, in risposta a una misura simile adottata da Roma dopo l'ingresso di oltre 72.000 migranti a Ceuta. La decisione sospende parzialmente l'Accordo di Schengen, mentre entrambe le nazioni cercano di proteggere i minori non accompagnati.

Spagna e Italia, un conflitto diplomatico senza precedenti

In un capitolo inedito di tensioni tra alleati dell'Unione Europea (UE) e della NATO, la Spagna ha annunciato questo venerdì l'implementazione di controlli temporanei alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall'Italia. La misura, entrata in vigore alla mezzanotte di sabato 8 agosto 2026, rimarrà attiva fino al 7 settembre 2026, secondo quanto comunicato dal Ministero dell'Interno spagnolo.

Questa decisione è una risposta diretta all'Italia, che il 31 luglio 2026 aveva imposto controlli simili ai cittadini di paesi terzi provenienti dal territorio spagnolo. La scintilla di questa crisi è scoccata a fine luglio, quando tra 72.000 e 78.000 persone hanno attraversato il confine dal Marocco verso la città autonoma spagnola di Ceuta, in un evento senza precedenti.

Cos'è l'Accordo di Schengen e perché è importante?

Lo spazio Schengen è un'area che comprende 29 paesi europei che hanno formalmente abolito i controlli alle frontiere reciproche, permettendo la libera circolazione di oltre 400 milioni di persone. La sospensione parziale di questo accordo tra Spagna e Italia rappresenta un precedente preoccupante, ma entrambi i governi assicurano di voler ripristinare la normalità attraverso il dialogo e la cooperazione.

I numeri della crisi e la situazione umanitaria

Secondo le cifre ufficiali spagnole citate dal quotidiano The Guardian, degli oltre 72.000 migranti che sono entrati a Ceuta, circa 70.000 sono già tornati in Marocco. Tuttavia, nella città rimangono ancora circa 1.400 minori non accompagnati, che affrontano condizioni difficili di alloggio e alimentazione, anche se le autorità locali stanno lavorando per migliorare la loro assistenza.

Per quanto riguarda la tragedia umanitaria, il governo spagnolo ha riportato 80 vittime fatali durante gli attraversamenti. Tuttavia, organizzazioni per i diritti umani come l'Associazione Marocchina per i Diritti Umani e la Coordinatrice Europea stimano che il numero potrebbe essere di almeno 141 persone, una differenza che sottolinea la necessità di un'indagine congiunta e trasparente. Da parte sua, il Ministero dell'Interno marocchino ha segnalato che 11 persone hanno perso la vita sul loro lato del confine.

Lo scambio diplomatico

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha definito la misura italiana originale come 'un siluro lanciato contro lo scafo dell'unità europea' e ha esortato Roma a ritirarla. Dal canto suo, l'ufficio della prima ministra italiana, Giorgia Meloni, ha risposto che non accetterà 'ultimatum né imposizioni dall'estero in materia di sicurezza nazionale e controllo delle frontiere'.

Nonostante le tensioni, il governo spagnolo ha mantenuto un tono di speranza, mettendo in guardia contro 'la creazione di crepe e conflitti sterili' e confidando che 'il sentimento pro-europeo, il buon senso e la buona fede prevalgano' per superare questa crisi e ripristinare la libera circolazione per i cittadini.