L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) ha confermato il ritrovamento di tonnellate di uranio naturale in un sito non dichiarato in Siria. L'argentino Rafael Grossi, terzo nella prima votazione per la segreteria generale dell'ONU, capitalizza il successo diplomatico in vista del prossimo turno del 21 agosto.

Una scoperta che potrebbe cambiare la corsa all'ONU

Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), l'argentino Rafael Grossi, ha rivelato martedì 18 agosto 2026 da Damasco che l'agenzia ha verificato l'esistenza di “tonnellate di materiale nucleare” in un sito siriano che il precedente governo non aveva mai dichiarato. La scoperta arriva in un momento cruciale per le sue aspirazioni a guidare le Nazioni Unite.

Secondo il diplomatico, il materiale “avrebbe potuto essere utilizzato per scopi illeciti”. Tuttavia, le valutazioni tecniche preliminari indicano che “non rappresenta alcun rischio”, come affermato dal ministro degli Esteri siriano, Assad al Shaibani, in conferenza stampa congiunta con Grossi.

I punti chiave della scoperta

  • Notifica volontaria: Il nuovo governo siriano ha inviato una lettera all'AIEA il 17 luglio 2026 informando della presenza di materiale nucleare in una località non dichiarata.
  • Ispezione internazionale: Gli esperti dell'AIEA hanno avuto accesso al sito, la cui ubicazione esatta non è stata rivelata, e hanno prelevato campioni per le analisi.
  • Materiale: Si tratta di uranio naturale immagazzinato in un sito legato al vecchio regime di Bashar al-Assad.
  • Custodia: Il materiale rimarrà in territorio siriano, soggetto al sistema di salvaguardie dell'AIEA per la supervisione permanente.

La visita storica a Deir Ezzor

Durante il suo viaggio, Grossi è diventato il primo direttore generale dell'AIEA a visitare gli impianti nucleari di Deir Ezzor in 18 anni. La missione ha incluso anche un secondo sito dove sono immagazzinate grandi quantità di grafite, legate alle passate attività nucleari nella regione.

Il ministro degli Esteri siriano ha descritto il sito clandestino come un “retaggio del vecchio regime” e ha rivendicato il diritto sovrano della Siria all'uso civile e pacifico dell'energia nucleare. “Continueremo a garantire le condizioni necessarie per il trattamento di questi materiali e il loro stoccaggio sicuro”, ha aggiunto.

18 mesi di cooperazione strategica

Questo esito è il frutto di un lungo processo di riavvicinamento. Dopo l'incontro tra Grossi e il presidente siriano Ahmed al-Sharaa nel giugno 2025, l'AIEA ha ottenuto accesso senza restrizioni ai luoghi rilevanti per chiarire le vecchie attività nucleari. I campionamenti hanno rivelato tracce di uranio naturale processato in strutture legate al caso.

Il fascicolo risale al reattore di Al Kibar, distrutto da un attacco aereo israeliano nel 2007. Nel 2011, l'AIEA ha stabilito che Damasco non rispettava i propri obblighi, una questione che Assad non ha mai risolto. Grossi ha valutato che i 18 mesi di lavoro congiunto con Damasco rappresentano “un buon giorno per la sicurezza e la pace mondiale”.

Impulso per la candidatura all'ONU

La scoperta arriva in un momento decisivo per Grossi, uno dei sette candidati a succedere a António Guterres come segretario generale dell'ONU, con il sostegno formale del governo argentino.

Prima votazione del Consiglio di Sicurezza

  • Posizione: Terzo posto
  • Voti positivi: 7
  • Voti negativi: 2
  • Senza opinione: 6
  • Dietro a: Rebeca Grynspan (Costa Rica) e Carolyn Rodrigues-Birkett (Guyana)

Prossima votazione

Il secondo turno preliminare si terrà il 21 agosto 2026.

Credenziali: Esperienza alla guida dell'AIEA e intervento in crisi internazionali, ora con il successo diplomatico in Siria come nuova garanzia.

L'ispezione in Siria si aggiunge alla traiettoria di Grossi in crisi delicate, consolidando il suo profilo come attore diplomatico capace di risolvere problemi complessi in scenari di alta sensibilità politica e di sicurezza.

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