Due casi giudiziari separati nel Regno Unito hanno rivelato come alcuni abusatori abbiano costretto o ingannato donne a pubblicare contenuti espliciti su OnlyFans, accendendo i riflettori sul crescente fenomeno della violenza facilitata dalla tecnologia. Le sentenze arrivate questa settimana segnano un importante precedente nella tutela delle vittime.

Questa settimana, due uomini sono stati condannati nel Regno Unito per reati legati alla pubblicazione di contenuti espliciti sulla piattaforma OnlyFans senza il pieno consenso delle donne coinvolte. I casi, riportati da The Guardian il 22 agosto 2026, mettono in luce una crescente preoccupazione tra le organizzazioni che combattono la violenza domestica riguardo all'uso della tecnologia per abusare e coercire le donne.

Primo caso: Alexander Tang, voyeurismo e profitto

Nel primo caso, Alexander Tang, 37 anni, ha fotografato e caricato 47 immagini intime e 4 video di una donna su OnlyFans senza il suo consenso, ricevendo pagamenti per il materiale pubblicato. La vittima ha scoperto l'accaduto dopo che diversi uomini l'hanno contattata credendo di aver parlato con lei su social network e app di incontri. Lei non aveva idea che la sua immagine apparisse su quei siti.

Tang è riuscito a fotografare il documento d'identità della donna per creare un account su OnlyFans. L'azienda ha rimosso le immagini durante una revisione di moderazione dei contenuti di routine. Tang si è dichiarato colpevole di un'accusa di voyeurismo ed è stato condannato mercoledì a una condanna sospesa di 26 settimane di prigione.

Nella dichiarazione letta durante l'udienza, la vittima ha espresso: “Non riesco a togliermi dalla mente le immagini, i video, le didascalie degradanti e i commenti associati. Sapere che immagini e video intimi sono stati caricati su decine di siti web, ripubblicati e condivisi da sconosciuti, è qualcosa con cui lotto ogni giorno”.

Secondo caso: Dean Holmes, coercizione e violenza sessuale

Nel secondo caso, il tribunale di Bolton Crown Court ha ascoltato come Dean Holmes, 43 anni, abbia costretto una donna ad aprire un account OnlyFans per guadagnare denaro. Holmes si è dichiarato colpevole di aggressione e di condotta controllante e coercitiva all'inizio del processo lunedì, ma ha negato le accuse di violenza sessuale. È stato dichiarato colpevole di violenza sessuale giovedì al termine di un processo di quattro giorni.

Il pubblico ministero Mark Kellet ha dettagliato: “Lei ha detto che lui l'ha spinta a iniziare a guadagnare su OnlyFans, un sito web dove le persone pagano per contenuti intimi. Lui l'ha spinta a farlo. Lei caricava foto di sé e l'imputato usava l'account per mantenere conversazioni di testo con gli uomini”. Holmes aveva configurato l'account a nome di lei e lo gestiva dal suo telefono.

La vittima inizialmente pubblicava foto in bikini, ma Holmes le disse che doveva caricare contenuti molto più espliciti. Successivamente, lei gli confessò di sentirsi vergognosa dopo che quelle immagini erano circolate sul sito: “Non posso mostrare la mia faccia dopo essermi esposta mostrando tutto... Non posso tornare a lavorare perché la gente lo saprà e mi avrà vista pubblicizzarmi”. Holmes sarà condannato il 25 settembre.

L'allarme delle organizzazioni contro la violenza domestica

Questi casi seguono gli avvertimenti di diverse organizzazioni benefiche contro la violenza domestica. Nel suo rapporto annuale del 2026, Women's Aid ha sottolineato che la forma più comune di abuso facilitato dalla tecnologia gestita dai suoi team di prima linea coinvolge “giovani donne costrette a creare un account OnlyFans per generare reddito per i loro partner abusivi”. La Revenge Porn Helpline ha inoltre riferito di aver gestito segnalazioni di donne costrette a creare contenuti per OnlyFans e piattaforme simili.

Refuge, la più grande organizzazione benefica del Regno Unito contro la violenza domestica, ha dichiarato che il suo personale ha supportato diverse sopravvissute “in casi che coinvolgono l'utilizzo di OnlyFans come arma da parte dei perpetratori”. Emma Pickering, che guida il team sull'abuso facilitato dalla tecnologia e l'empowerment economico di Refuge, ha sottolineato: “Sebbene OnlyFans richieda già ai creatori di presentare prova del consenso al momento del caricamento, è essenziale che questo venga implementato e supervisionato in modo solido affinché le sopravvissute siano adeguatamente protette”.

La risposta di OnlyFans

Un portavoce di OnlyFans ha dichiarato: “OnlyFans ha una politica di tolleranza zero verso i contenuti illegali e investe fortemente in misure per prevenire che la nostra piattaforma venga utilizzata in questo modo, inclusi rigorosi processi di onboarding, controlli dei pagamenti e moderazione continua degli account. Lavoriamo a stretto contatto con le forze dell'ordine e siamo orgogliosi del lavoro che svolgiamo per supportare le indagini e contribuire a garantire condanne”.

Contesto e risorse utili

OnlyFans è una piattaforma di subscription dove i creatori pubblicano contenuti a pagamento, spesso di natura esplicita. L'aumento di questo tipo di abuso ha portato a un maggiore scrutinio sulle piattaforme digitali e sulla necessità di proteggere le vittime. Nel Regno Unito, la linea nazionale di assistenza per la violenza domestica è il 0808 2000 247 (Women's Aid). Negli Stati Uniti, la linea diretta per la violenza domestica è 1-800-799-SAFE (7233). In Australia, il servizio nazionale di consulenza sulla violenza familiare è 1800 737 732.