Il peggior incendio boschivo in Francia dal 1949 ha bruciato oltre 42.000 ettari di foresta nella regione della Gironda, costringendo all'evacuazione circa 220.000 persone. Un mix letale di siccità, caldo estremo e una foresta piantata 150 anni fa ha trasformato la zona in una trappola mortale. I vigili del fuoco combattono una 'guerra di logoramento' contro i riaccendersi.

Un disastro annunciato: la foresta che brucia da un mese

Il mega-incendio della Gironda, a ovest di Bordeaux, è iniziato il 22 luglio 2026 e ha già distrutto 42.000 ettari (104.000 acri), diventando il peggior incendio boschivo in Francia da quasi 80 anni. Le fiamme, che hanno minacciato i sobborghi di Bordeaux, hanno costretto all'evacuazione circa 220.000 persone, il più grande sfollamento in tempo di pace in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.

Il fuoco, originato vicino alla località di Saumos, sarebbe stato innescato da una scintilla di un macchinario difettoso usato da operai dell'azienda elettrica Enedis mentre pulivano un cavo ad alta tensione. La procura di Bordeaux indaga sull'origine, ma la combinazione di tre settimane con temperature superiori a 30°C, una siccità estrema e una foresta di pini marittimi piantati in monocoltura ha creato le condizioni perfette per la catastrofe.

Una foresta artificiale: l'eredità del 1857

La regione delle Landes, dove si è sviluppato l'incendio, è la più grande foresta artificiale d'Europa. Fu creata da un decreto di Napoleone III nel 1857 che ordinò di drenare le paludi costiere e piantarle con pini marittimi. Oggi, il 90% degli alberi sono pini, una specie che brucia come benzina: la sua resina è infiammabile, i suoi aghi ricoprono il suolo e le sue pigne volano col vento come granate, propagando il fuoco.

Questa monocoltura, che impiega 30.000 persone nell'industria del legno, è un inferno per i vigili del fuoco. La mancanza di specie a foglia larga, che trattengono più umidità, fa sì che la foresta bruci con furia quando una scintilla la innesca. Già nel 1949, un incendio nella stessa zona bruciò 50.000 ettari e uccise 82 persone, per lo più volontari. Fu l'incendio boschivo più mortale d'Europa.

Il clima: 150 anni di riscaldamento

Dal decreto del 1857, l'umanità ha emesso 1,85 miliardi di tonnellate di carbonio nell'atmosfera, riscaldando l'Europa di 2,4°C. Quest'anno, un inverno insolitamente umido ha fatto crescere la vegetazione, ma le successive ondate di calore l'hanno seccata, creando un eccesso di combustibile. A metà luglio, le temperature in Francia hanno raggiunto record e l'umidità del suolo è scesa a minimi storici.

Gli scienziati sospettano che l'incendio abbia generato una nube pirocumulonembo, un fenomeno che crea il proprio clima e può lanciare fulmini e braci. Il fumo è arrivato a Limoges, a 200 km di distanza, con livelli di particelle tossiche superiori ai peggiori giorni di inquinamento a Delhi.

La battaglia contro il fuoco: 'guerra di logoramento'

I vigili del fuoco, i soldati e i volontari combattono una 'guerra di logoramento' contro i riaccendersi. L'incendio è stato contenuto a fine luglio, ma i cosiddetti 'fuochi zombi' (braci sotterranee) continuano a bruciare e possono riapparire per mesi. A Le Porge, una delle località più colpite, il 20% delle abitazioni è stato distrutto.

La risposta iniziale è stata criticata: i lavoratori forestali hanno denunciato che i vigili del fuoco hanno respinto le loro raccomandazioni di bruciature controllate, e i residenti accusano le autorità di aver dato priorità alla protezione della zona turistica di Cap Ferret. Inoltre, solo 7 dei 12 aerei anfibi del paese erano operativi per manutenzione.

Il sindaco di Le Porge, Martial Zaninetti, ha ammesso che la scala del disastro supera tutto ciò che si conosce: 'Le condizioni di quest'anno sono del tutto eccezionali. Non abbiamo mai visto nulla di simile'.

Evacuazioni di massa e solidarietà

Le evacuazioni, iniziate il 22 luglio, sono state un successo: nessuna persona è morta direttamente per l'incendio della Gironda, anche se quattro vigili del fuoco sono deceduti in altri incendi in Francia. Gli sfollati sono stati ospitati in centri di accoglienza, hotel e case di familiari. A Lacanau, i volontari hanno organizzato una rete WhatsApp con 600 persone per aiutare.

Il fumo e le ceneri hanno costretto a chiudere le strade e hanno sospeso il turismo. La spiaggia di Moutchic, a Lacanau, è rimasta deserta. I residenti temono che la stagione turistica, vitale per l'economia locale, possa andare persa.

Il futuro: rischio di nuovi mega-incendi

Gli esperti avvertono che il cambiamento climatico aumenterà la frequenza e l'intensità di questi incendi. Anche nello scenario migliore di riduzione delle emissioni, la superficie bruciata in Europa potrebbe aumentare del 39%; nel peggiore, quasi triplicarsi. Gli scienziati chiedono di tagliare rapidamente le emissioni di gas serra e diversificare la foresta, spezzando la continuità dei pini.

Il ricercatore Hervé Jactel, dell'INRAE, ha perso un esperimento di 20 anni sulla diversità forestale nell'incendio. 'Dal punto di vista ecologico, tutto era al suo posto per aumentare il rischio di un grande incendio', ha detto. 'Non solo per il clima, ma per la quantità e l'omogeneità del combustibile'.

Nel frattempo, i vigili del fuoco continuano a spegnere i riaccendersi. Il prefetto della regione, Sophie Brocas, ha assicurato che 'a poco a poco torniamo alla normalità', ma il presidente Emmanuel Macron ha detto che non è ancora il momento di analizzare le lezioni apprese mentre la Francia è 'in piena battaglia'.

Fonti: The Guardian - 1 agosto 2026 e The Guardian - 23 agosto 2026