Una catastrofe naturale senza precedenti
Il 26 agosto 2026, un'inondazione improvvisa causata dallo straripamento di un lago glaciale (nota come GLOF, Glacial Lake Outburst Flood) ha devastato una valle remota al confine tra Nepal e Tibet, nei distretti di Rasuwa e Nuwakot. Secondo le autorità locali, il distacco di una porzione di ghiacciaio da circa 5.200 metri di altitudine ha bloccato il fiume Lhende; quando la diga naturale ha ceduto, ha liberato un torrente di acqua, fango e detriti che ha spazzato via tutto ciò che incontrava.
Finora sono state identificate 392 vittime, mentre oltre 1.400 persone risultano disperse. Le squadre di emergenza, con macchinari pesanti ed elicotteri, continuano le ricerche dei sopravvissuti tra le macerie. Più di 114 persone sono state tratte in salvo.
Testimonianze strazianti
Il poliziotto Rajan Khatri, 41 anni, ha raccontato che le onde “hanno inghiottito edifici” e che dei 7 agenti della sua stazione, solo 3 sono stati ritrovati vivi. Bibek Kumal, operaio di 24 anni, è stato trascinato dalla corrente e si è salvato aggrappandosi a un albero. La piccola Rihana Lamichhane, di 11 anni, è sopravvissuta attraversando un fiume proprio mentre l'acqua irrompeva.
La scienza dietro il disastro
Il geologo Simon Cox, del GNS Science della Nuova Zelanda, ha spiegato che il distacco ha trascinato detriti e formato una diga naturale che, cedendo, ha liberato un'enorme quantità d'acqua. Inoltre, il Centro Tedesco di Ricerca di Geoscienze ha registrato un sisma di magnitudo 4,4 circa 7 minuti prima dell'evento, che potrebbe aver agito come innesco.
Rischio latente in Argentina e Cile
Questo tipo di fenomeni non è esclusivo dell'Himalaya. In Argentina, la Laguna de los Erizos (San Juan) è crollata nel 2005, liberando 32 milioni di metri cubi d'acqua in 67 minuti, che hanno percorso 250 chilometri; fortunatamente, non ci furono vittime. Studi dell'UBA pubblicati su Springer Nature (2026) documentano paleoinondazioni nel Parco Nazionale Los Glaciares, con eventi nei laghi Sucia (1966/68) e Piedras Blancas (1913).
El Chaltén (Santa Cruz) presenta un rischio latente per l'instabilità dei versanti, monitorato da SEGEMAR e dall'UBA. In Mendoza, l'avanzata del ghiacciaio Plomo ha causato inondazioni nel 1934 e nel 1985, e il ghiacciaio Horcones Inferior (Aconcagua) è sorvegliato da vicino. In Cile, il WWF mette in guardia su lagune instabili nella zona centrale; il ghiacciaio Echaurren Norte ha perso il 65% della sua superficie dal 1955.
Dibattito climatico
Esperti come Juan Pablo Milana (CONICET) e Adrián Silva Busso (UBA) attribuiscono l'evento alla variabilità climatica, non esclusivamente al cambiamento climatico antropogenico. Tuttavia, Dorothy Heinrich, dell'Università di Reading, sostiene che il cambiamento climatico aumenta la probabilità di ondate di calore, ritiro dei ghiacciai e frane.
La tragedia in Nepal è un promemoria della fragilità degli ecosistemi di montagna e della necessità di monitoraggio e prevenzione nelle regioni vulnerabili del Sudamerica.