In un'operazione che ha sfidato ogni probabilità, le squadre di soccorso in Nepal sono riuscite a estrarre vivi due operai rimasti intrappolati per nove giorni sotto tonnellate di detriti nella centrale idroelettrica Trishuli 3A, dopo le devastanti inondazioni del 26 agosto. Sanjay Sah e Kabir Maharjan, entrambi meccanici, sono stati trovati a 170 metri dall'ingresso del tunnel e trasportati d'urgenza in un ospedale di Katmandu.

Un raggio di speranza in mezzo alla tragedia

Il venerdì 4 settembre 2026, il Nepal ha celebrato un vero miracolo. Sanjay Sah, 30 anni, e Kabir Maharjan, 45 anni, sono stati salvati vivi dopo essere rimasti nove giorni intrappolati nel tunnel della centrale idroelettrica Trishuli 3A, situata nella regione dell'Himalaya, al confine con il Tibet (Cina).

Il disastro è avvenuto il 26 agosto, quando un'inondazione improvvisa causata dal collasso di un ghiacciaio ha spazzato la zona, lasciando un bilancio devastante: 1.308 morti (1.287 in Nepal e 21 in Cina) e 5.624 dispersi (5.083 in Nepal e 541 in Cina). Più di 800 stranieri di almeno 34 paesi risultano ancora irreperibili.

Il salvataggio di Sah e Maharjan è diventato un simbolo di resilienza e fede, avvenuto inoltre durante il Krishna Janmashtami, festività indù che celebra la nascita del dio Krishna.

La testimonianza eroica di Sanjay Sah

Sanjay Sah, caposquadra meccanico, ha raccontato dall'ospedale di essere rimasto nella sala di controllo per avvisare i colleghi (tra 40 e 45 persone) e di aver perso l'occasione di fuggire. "La mia responsabilità era salvare gli altri", ha dichiarato. Durante la prigionia, è sopravvissuto recitando il maha mantra Hare Krishna, una preghiera della tradizione vaishnava dell'induismo, legata al movimento Hare Krishna (ISKCON, fondata nel 1966).

Il lavoratore ha affermato di aver mantenuto il contatto gridando con altre 3 o 4 persone che sarebbero ancora intrappolate all'interno, rinnovando le speranze di trovare altri sopravvissuti.

Entrambi i soccorsi presentavano ferite a mani e gambe, e uno di loro era in condizioni critiche. Sono stati trasportati in elicottero in un ospedale di Katmandu, dove ricevono cure specializzate.

Un'operazione di salvataggio estrema

Il salvataggio è stato il risultato di uno sforzo coordinato tra l'Esercito del Nepal, la Polizia Armata e esperti di India, Cina e Corea del Sud. La squadra, consigliata da Arnold Dix, presidente dell'Associazione Internazionale dei Tunnel (ITA), ha dovuto superare enormi sfide:

  • Individuare l'ingresso del tunnel, completamente sepolto sotto i detriti.
  • Scavare circa 60 metri di detriti per aprire un passaggio.
  • Usare esplosivi controllati per farsi strada.
  • Drenare l'acqua accumulata all'interno.

I soccorritori hanno sentito voci e stabilito una breve comunicazione ("d'accordo") dall'interno, guidando la ricerca. Alla fine, li hanno trovati a circa 170 metri dall'ingresso del tunnel, in un passaggio stretto scavato nella parte superiore dei detriti.

Arnold Dix aveva già partecipato al salvataggio di 41 lavoratori indiani intrappolati in un tunnel nel 2023, portando esperienza chiave per questa operazione.

La portata della tragedia

Il disastro ha lasciato una scia di distruzione senza precedenti. Si stima che più di 900 lavoratori di progetti idroelettrici siano dispersi, e si ritiene che circa 500 potrebbero essere intrappolati in tunnel. Nel tunnel di Trishuli 3A, si calcola che 115 persone potrebbero essere ancora all'interno.

I danni alle infrastrutture ammontano ad almeno 2,5 miliardi di dollari, secondo stime preliminari. L'esperto Anil Pokhrel ha sottolineato che le inondazioni hanno esposto debolezze nella capacità di soccorso del Nepal, come la mancanza di macchinari pesanti e personale addestrato.

Il ministro dell'Energia del Nepal, Biraj Bhakta Shrestha, ha espresso il sentimento generale: "Finché c'è respiro, c'è speranza!".

La scienza dietro la sopravvivenza

La storia di Sah, sopravvissuto recitando mantra, non è solo una testimonianza di fede. La ripetizione dei mantra può attivare il sistema nervoso parasimpatico, ridurre la frequenza cardiaca e l'attività della Rete di Default Mode del cervello, associata all'ansia. Uno studio del 2022 ha trovato riduzioni di ansia, stress e depressione. La recitazione ritmica può portare la respirazione a circa 6 cicli al minuto, aiutando a mantenere la calma in situazioni estreme.

Questo caso si aggiunge ad altri miracoli di sopravvivenza in tunnel, come il salvataggio dei 41 lavoratori in India nel 2023, e dimostra che la speranza e la determinazione umana possono vincere anche l'avversità più estrema.