Un fatto che sconvolge Cordoba: un bambino di soli 2 anni è arrivato all'asilo con un portamonete che conteneva 71 involucri di cocaina, pronti per essere spacciati. Quello che sembrava un errore domestico ha fatto emergere una presunta rete di spaccio in cui i genitori del piccolo sono finiti arrestati.
La scoperta nell'aula dei bambini di due anni
L'episodio è avvenuto il 18 agosto 2026 nel Centro di Cura dell'Infanzia del quartiere Ampliación Cabildo, nella zona sud della città di Córdoba. Una giovane di 21 anni ha portato i suoi due figli al centro: il maschietto è entrato nell'aula dei bambini di due anni, mentre la sorella di 3 è rimasta nell'aula dei bambini di tre anni. In un momento, un'educatrice ha visto il bimbo manipolare un portafoglio rosa sul tappeto. Mentre lo controllava per metterlo in sicurezza, ha scoperto con allarme che conteneva 71 dosi di cocina già divise e pronte per essere vendute.
La madre torna a prendere l'oggetto
La donna, identificata come 21enne, se ne era andata dopo aver lasciato i figli. Tuttavia, dopo qualche minuto è tornata al centro e ha chiesto indietro il portafoglio che, secondo quanto detto, aveva perso. Le insegnanti, che avevano già avvisato il numero di emergenza 911, si sono rifiutate di restituirglielo. Gli agenti della Polizia di Córdoba sono arrivati, hanno arrestato la ragazza e hanno chiamato la Forza di Polizia Antidroga (FPA) per il sequestro della sostanza.
Dato chiave: Ogni dosi conteneva alcuni grammi di cocina, con un peso totale stimato che indicava una vendita al dettaglio.
La giustificazione della madre
In dialogo con TN e altri media, il ministro della Sicurezza di Córdoba, Juan Pablo Quinteros, ha rivelato: “La madre ha chiesto all'insegnante di restituire il portafoglio, dicendo che era il suo modo per dar da mangiare ai figli”. Il funzionario ha anche confermato che i due fratellini sono stati affidati alla nonna e ha poi commentato: «Questo parla di un degrado sociale in cui siamo immersi, non solo a Córdoba».
“Immagina se il bambino avesse ingerito uno di questi involucri: saremmo di fronte a una tragedia molto più grande”.
Anche il padre finisce in prigione
Il caso ha aggiunto un nuovo capitolo. Mercoledì 19 agosto 2026, gli agenti della FPA hanno eseguito una perquisizione alla Manzana 34 dello stesso quartiere Ampliación Cabildo e hanno arrestato un soggetto di 22 anni, risultato essere il padre del piccolo. All'interno dell'abitazione sono state sequestrate varie dosi di marijuana e altri elementi legati alle indagini. Il fermato è stato arrestato e trasportato presso la Procura Specializzata per la Lotta alla Narcotraffico, che ha ordinato l'accusa per detenzione con fine di commercializzazione aggravata (per aver usato un minore).
Zero tolleranza con lo spaccio di droga
Il ministro Quinteros ha postato su social un messaggio potente: «Ci sono limiti che non si negoziano, e uno è l'infanzia. Il microspaccio che si introduce in un centro per l'infanzia va oltre una questione di sicurezza. Zero tolleranza per chi trasforma un bambino in parte del business. Chi espone un minore al narcotraffico, finisce in prigione».
Ha poi elogiato la prontezza delle educatrici: «Voglio sottolineare che la formazione e l'impegno delle insegnanti sono stati essenziali. Non hanno guardato dall'altra parte. Hanno avvisato subito e agito in modo rapidissimo».
Il caso è ora sotto la giurisdizione della giustizia provinciale e si attende che la procura approfondisca per determinare se gli arrestati fanno parte di una più ampia rete di distribuzione di droga al dettaglio.