Il massimo tribunale argentino ha respinto i ricorsi della difesa e reso definitiva la sentenza per corruzione durante i mandati di Urribarri come governatore di Entre Ríos. L'ex ambasciatore in Israele, insieme ad altri condannati, dovrà scontare la pena in carcere.

Una sentenza storica contro la corruzione

La Corte Suprema di Giustizia della Nazione Argentina ha confermato il 3 settembre 2026 la condanna a 8 anni di prigione per Sergio Urribarri, ex governatore della provincia di Entre Ríos (2007-2015) ed ex ambasciatore in Israele, per un sistema di corruzione che ha deviato fondi pubblici destinati alla pubblicità ufficiale. La decisione, firmata dai giudici Horacio Rosatti, Carlos Rosenkrantz e Ricardo Lorenzetti, ha respinto come inammissibili i ricorsi straordinari presentati dalle difese, consolidando così le pene di tutti gli imputati nel caso.

La sentenza si basa sull'articolo 280 del Codice Processuale Civile e Commerciale della Nazione, che consente al tribunale di respingere i ricorsi quando non si ravvisa una questione federale sufficiente. Con questa risoluzione, la sentenza diventa definitiva e la procura ha già richiesto l'arresto immediato di Urribarri e degli altri due condannati alla reclusione effettiva.

Le condanne confermate

Il Tribunale dei Giudizi e Appelli di Paraná aveva emesso la prima sentenza il 7 aprile 2022, poi confermata dal Tribunale di Cassazione di Entre Ríos nel 2023 e dal Tribunale Superiore provinciale. Ora, la Corte Suprema ha messo fine alla discussione giudiziaria. Le pene sono così definite:

CondannatoPenaRuolo
Sergio Urribarri8 anni di prigione e interdizione perpetuaAutore di negoziazioni incompatibili e peculato
Pedro Ángel Báez (ex ministro della Cultura e Comunicazione)6 anni e 6 mesi di prigione e interdizionePartecipante primario
Juan Pablo Aguilera (cognato di Urribarri)6 anni e 6 mesi di prigione e interdizionePartecipante primario
Corina Elizabeth Cargnel, Gustavo Roberto Tamay e Gerardo Daniel Caruso3 anni di prigione con sospensione condizionale e interdizionePartecipanti necessari
Luciana María Belén Almada e Emiliano Osvaldo Giacopuzzi2 anni e 6 mesi di prigione con sospensione condizionale e interdizionePartecipanti secondari

Inoltre, la sentenza include la confisca dei beni legati al sistema e la possibilità che lo Stato provinciale richieda la restituzione dei fondi.

Il sistema di corruzione

L'indagine ha rivelato una rete di contratti pilotati verso aziende legate a Juan Pablo Aguilera, alcune registrate a nome di terzi, e assunzioni fittizie con atti falsi che simulavano la prestazione di servizi. Tra gennaio 2010 e settembre 2015 sono state effettuate 143 operazioni che hanno causato un danno economico di $12.170.338,96 alla provincia, secondo l'accusa, che ha stimato il danno in circa 9 milioni di dollari.

Tra i fatti indagati ci sono la contrattazione di pubblicità attraverso l'azienda Global Means (prima della sua esistenza formale), la gestione di contratti di pubblicità su suolo pubblico da Tep SRL e Next SRL, una richiesta legata al “Sueño Entrerriano”, l'installazione di un chiosco a Mar del Plata nel 2015 e il pagamento di spot legati al Vertice del Mercosur a Paraná (2014).

Contesto e altre cause

Urribarri era già stato detenuto per 50 giorni da novembre 2024, ma la sua liberazione era stata ordinata a gennaio 2025. Ora, con la sentenza definitiva, dovrà tornare in prigione. L'ex governatore deve affrontare anche altre indagini per presunto arricchimento illecito e assunzioni illegali, in diverse fasi processuali.

La decisione della Corte Suprema segna una pietra miliare nella lotta alla corruzione in Argentina e invia un messaggio chiaro: la giustizia non si ferma. I cittadini di Entre Ríos e l'intero paese sperano che questa sentenza contribuisca a rafforzare la fiducia nelle istituzioni.