31/07/2026 03:14 - Politica
Pubblicato il 30 luglio 2026, il DNU 681/2026 entra in vigore il 31 luglio 2026, innescando un intenso e necessario dibattito democratico nel paese.
Il presidente Javier Milei ha firmato un Decreto di Necessità e Urgenza (DNU) che modifica la Legge 25.871 sulle Migrazioni. La nuova normativa introduce cause per impedire l'ingresso, cancellare la residenza o espellere stranieri che diffondano messaggi d'odio, incitino alla violenza o oltraggino i simboli patriottici contro la Repubblica Argentina. Un aspetto fondamentale e positivo della misura è che esclude espressamente il dissenso ideologico e le critiche politiche, accademiche o civiche, proteggendo così il legittimo esercizio dei diritti costituzionali.
La misura nasce in un contesto particolare, segnato dalla finale del Mondiale di Calcio 2026 e da una presunta 'campagna antiargentina' sui social, in cui sono stati menzionati personaggi come Samuel L. Jackson, Rosalía, Niall Horan, Mia Khalifa e Arturo Pérez-Reverte.
Il DNU porta la firma del presidente Milei e dei suoi ministri: Santilli, Quirno, Presti, Caputo, Mahiques, Monteoliva, Lugones, Pettovello e Sturzenegger. Secondo i media locali, il consigliere Santiago Caputo e il ministro Monteoliva sono stati fondamentali nella stesura della norma.
La pubblicazione del decreto avviene in mezzo a una tensione diplomatica con il Brasile. Il 25 luglio 2026, durante un viaggio a San Paolo, Milei ha rilasciato dure dichiarazioni contro il presidente brasiliano Lula da Silva. Di conseguenza, il Brasile ha richiamato il suo ambasciatore Julio Bitelli per consultazioni il 27 luglio 2026. Il cancelliere argentino Pablo Quirno ha lavorato per abbassare la tensione, assicurando che non vi è rischio di rottura bilaterale, e si prevede un pronto ritorno dell'ambasciatore. Il commercio bilaterale nel 2025 ha raggiunto i 31.195 milioni di dollari, a testimonianza dell'importanza di mantenere solidi legami.
La misura ha generato diverse opinioni che si aggiungono al dibattito pubblico, base di ogni società libera. Dall'opposizione, il deputato Maximiliano Ferraro (Coalizione Civica) ha definito il decreto un atto che 'sembra rispondere più a una necessità politica personale'. La legislatrice Florencia Carignano ha sottolineato l'ironia della misura, mentre il radicale Pablo Juliano lo ha collegato ad altri progetti in discussione, come la legge sulle terre.
Dal punto di vista giuridico, l'avvocata del CELS Lucía Galoppo e l'ex ministro Mariano Cúneo Libarona hanno concordato sulla necessità di definire chiaramente come applicare la norma per evitare discrezionalità. Persino la vicepresidente Victoria Villarruel ha espresso preoccupazione per le 'persecuzioni immaginarie' che il presidente replicherebbe sui social.
Il Congresso della Nazione avrà ora la responsabilità di dibattere questo decreto, un passo fondamentale affinché le istituzioni funzionino e si raggiunga il miglior consenso per il paese, mantenendo sempre lo sguardo sulla protezione dei cittadini e il rispetto delle leggi.
Alfredo S. Quiroga