Una sconfitta legislativa che ridisegna gli equilibri politici
Il 7 agosto 2026, il Senato argentino ha approvato con una stretta maggioranza di 37 voti a favore e 33 contro la legge sull'inviolabilità della proprietà privata. Tuttavia, il progetto governativo ha subito due amputazioni decisive: sono stati eliminati i capitoli riguardanti la vendita di terre a stranieri e la gestione degli incendi, inizialmente promossi dal ministro Federico Sturzenegger e dalla senatrice Patricia Bullrich.
Fonti legislative indicano che il peronismo ha formato una sorta di 'task force' per bloccare l'iniziativa arrivata con il sostegno del presidente Javier Milei. L'operazione ha coinvolto figure che non siedono in Parlamento ma che mantengono una forte influenza, come l'ex ministro dell'Economia Sergio Massa, insieme a legislatori come Juliana Di Tullio, José Mayans, Wado de Pedro e Máximo Kirchner.
Il ruolo di Sergio Massa e la manovra contro la legge sulle terre
Massa si è mosso attraverso conversazioni riservate con vecchi alleati e governatori peronisti che in passato avevano votato a favore della Libertà Avanza. Ha contattato Gustavo Sáenz (Salta), Osvaldo Jaldo (Tucumán), Hugo Passalacqua (Misiones) e Rolando Figueroa (Neuquén), convincendoli che sostenere la legge avrebbe significato perdere territori chiave nelle loro province.
La senatrice Juliana Di Tullio ha celebrato il risultato sui social con un messaggio cifrato che richiama le iniziali di Massa (STM): 'Il popolo argentino ha ottenuto l'impossibile: che questo governo traditore debba ritirare due capitoli fondamentali del progetto di inviolabilità. La legge sulle terre e la legge sulla gestione degli incendi restano in vigore'.
Uno sguardo al 2027
Massa ritiene che l'unità del peronismo sia essenziale per sconfiggere Milei nel 2027 e vede in Cristina Kirchner una figura indispensabile per l'alleanza elettorale, nonostante la sua detenzione domiciliare. Il governatore di Buenos Aires, Axel Kicillof, viene invece criticato per il suo isolamento e la costruzione del suo movimento 'Diritto al Futuro' (MDF).
Le tensioni interne al governo
La sconfitta ha generato frizioni all'interno dell'esecutivo. Sturzenegger è stato criticato per la paternità della legge e il suo fanatismo deregolatore, mentre Bullrich ha riconosciuto un 'pareggio'. La mancanza di operatori politici esperti, come i Menem o Diego Santilli, nei negoziati con senatori e governatori è stata evidente per l'opposizione, che ha saputo sfruttare il vuoto.
La visita del Papa Leone XIV all'orizzonte
Un'altra sfida attende il governo: la visita del Papa Leone XIV in Argentina dall'8 all'11 novembre 2026. Si prevede che il pontefice porti un messaggio con un forte contenuto sociale, in contrasto con alcune politiche di deregulation. L'agenda segreta del Papa includerebbe una messa allo stadio River Plate, una serata al Teatro Colón e una possibile visita al carcere di Devoto e al Cottolengo Don Orione.