La tensione tra Argentina e Brasile tocca nuovi minimi storici. Il presidente Javier Milei ha rilanciato sui social le accuse del deputato repubblicano americano Carlos Giménez contro Luiz Inácio Lula da Silva, definito 'corrotto e criminale'. Nel frattempo, l'ambasciatore argentino Daniel Raimondi è rientrato a Buenos Aires dopo che il Brasile ha ridotto il livello delle relazioni diplomatiche. Una crisi iniziata il 25 luglio con gli insulti di Milei a Lula durante un evento con Flávio Bolsonaro.

Nuovo capitolo della tensione bilaterale

La crisi diplomatica tra Argentina e Brasile si è ulteriormente aggravata nelle ultime ore. Secondo quanto riportato da fonti come Clarín, Infobae e TN, il presidente argentino Javier Milei ha intensificato i suoi attacchi contro il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva attraverso la rete sociale X.

Messaggi incrociati e sostegno dagli USA

Milei ha amplificato i post del deputato repubblicano degli Stati Uniti Carlos A. Giménez, che ha accusato il leader brasiliano di essere un "criminale comunista corrotto" e un "porco". Il legislatore americano ha anche affermato che il Brasile merita libertà, democrazia e un futuro lontano dall'influenza castro-comunista.

Questa mossa si inserisce nella più grande tensione diplomatica tra i due paesi degli ultimi decenni, esplosa il 25 luglio 2026 quando Milei ha partecipato a un evento con Flávio Bolsonaro a San Paolo, lanciando durissime critiche a Lula e al ministro Alexandre de Moraes.

Il ritorno dell'ambasciatore argentino

Come conseguenza di questo scontro, il governo brasiliano ha deciso di ritirare il suo ambasciatore in Argentina, Julio Bitelli, e di ridurre la rappresentanza diplomatica al rango di incaricato d'affari. In risposta, l'ambasciatore argentino in Brasile, Daniel Raimondi, è rientrato a Buenos Aires a mezzogiorno del 9 agosto 2026 e si incontrerà con il cancelliere Pablo Quirno.

Da domenica, l'ambasciata argentina nel paese vicino è temporaneamente affidata all'incaricata d'affari María Emilia Cortés. Il cancelliere brasiliano Mauro Vieira ha chiesto che il governo argentino fermi immediatamente questo tipo di aggressioni per ripristinare la normalità del legame bilaterale, definito prioritario.

Contesto elettorale e prospettive future

Il conflitto arriva a meno di due mesi dalle elezioni presidenziali in Brasile, previste per il 4 ottobre e un eventuale ballottaggio il 25 ottobre 2026. Secondo un sondaggio di Genial/Quaest del 5 agosto 2026, Lula avrebbe il 44% delle intenzioni di voto contro il 39% di Flávio Bolsonaro in uno scenario di secondo turno.

Nonostante le differenze ideologiche e la crisi diplomatica, il cancelliere Quirno ha affermato che l'Argentina manterrà tutti i canali di dialogo aperti con il Brasile, sottolineando che la relazione commerciale bilaterale ha superato i 31 miliardi di dollari USA nel 2025. La speranza di entrambe le parti è che, superate le tensioni del calendario elettorale, si possa tornare a una cooperazione fruttuosa e costruttiva per la regione.

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