Dopo il vertice all'Hotel Emperador, il peronismo ha definito una strategia di territorializzazione: i tre aspiranti presidenti visiteranno i governatori dialoganti con il governo, in una mossa per ampliare la base in vista del 2027. La lotta interna bonaerense, le PASO e lo spettro di un'alleanza PRO-LLA segnano la scacchiera.

Il peronismo ha lasciato le speculazioni e passa all'azione. Dopo il vertice tenutosi la scorsa settimana all'Hotel Emperador, dove si sono riuniti Axel Kicillof, Sergio Massa, Máximo Kirchner, quattro governatori e i capi dei blocchi del Partito Giustizialista (PJ), sono emersi i dettagli dell'accordo: oltre alla difesa delle PASO (le elezioni primarie aperte, simultanee e obbligatorie), si è deciso di andare a cercare i cosiddetti “governatori di mezzo”, quei peronisti dialoganti che oggi mantengono rapporti con il governo di Javier Milei.

La strategia dei “pari”

Secondo quanto riportato da La Política Online, l'idea è che Kicillof, Massa e Gerardo Zamora – i tre aspiranti presidenti che oggi ha il peronismo – visitino questi governatori accompagnati da uno degli altri dirigenti che hanno partecipato al vertice. L'obiettivo: avere un testimone che garantisca la neutralità delle conversazioni e lavorare su un'architettura “del peronismo”, più che di un candidato specifico.

Nella riunione, durata quasi quattro ore, ci sono state anche lamentele. Diversi presenti hanno chiesto a Kicillof, Massa e Máximo di non esportare nelle loro province le lotte interne del peronismo bonaerense. Un deputato dell'interno è stato categorico: “Ci mandano un ministro della provincia che si incontra con alcuni sindaci e poi arrivano quelli de La Cámpora o di Sergio e si crea un caos”. La richiesta è stata annotata.

Il contesto: sondaggi e PASO

Il tono generale della cena è stato buono. Erano entusiasti per la vittoria al Senato contro la legge sull'estraniazione delle terre e per i sondaggi che indicano una reale possibilità che Milei affronti un ballottaggio. Secondo la colonna di Luis Majul su La Nación, il governo e l'opposizione hanno già iniziato la campagna, e anche le operazioni. Karina Milei ha chiamato Mauricio Macri per esplorare un accordo programmatico tra LLA e PRO, con Diego Santilli come testimone. Macri avrebbe detto: “Speriamo che questo primo contatto non sia più dello stesso, ma la possibilità di un nuovo inizio”.

Nel peronismo, le differenze persistono. Kicillof vuole essere presidente, ma rifiuta di chiedere la libertà o l'indulto per Cristina Kirchner. Massa, da parte sua, sta lentamente riorganizzando la sua strategia per candidarsi a governatore della provincia, mentre gioca il ruolo di mediatore. Il vertice dell'Hotel Emperador è stato visto come un principio di accordo per sostenere le PASO, anche se gli interessi di ciascuno sono lontani da quelli dell'altro.

I caloventor, la polenta e altri dettagli della settimana politica

Nel frattempo, alla Casa Rosada la trattativa tra LLA e PRO ha avuto il suo lato più folcloristico. Nella sala da pranzo è stata servita polenta, e fuori li aspettava il “Mago senza Denti”. Sono arrivati anche i caloventor promessi da Ignacio Torres per la sala stampa, ma sono stati introdotti uno alla volta per motivi politici. La vicepresidente Victoria Villarruel si è mostrata rilassata in parrucchiere, in mezzo alla disputa interna con Milei. E la deputata Lilia Lemoine si è travestita da ALF alla fiera Retro Start, un ritorno alle sue origini di cosplayer.

Sul piano economico, il rischio paese resta alto e la morosità preoccupa. Secondo un rapporto della consulenza 1816, la mora totale del settore privato non finanziario è scesa dal 7,7% al 7,6%, e quella delle famiglie dal 12,8% al 12,7%. Un cambio di tendenza che il governo festeggia, ma senza esagerare.

La prossima mossa peronista sarà il 19 agosto, quando Kicillof viaggerà a Chaco per un evento della CGT Regionale e la presentazione del suo libro all'UNNE. Nel frattempo, la mappa elettorale inizia ad avere tratti più nitidi, e la lotta per le PASO rimane l'asse del confronto.