Una notte finita in commissariato
La tensione politica nella provincia argentina di Tucumán (nord-ovest del Paese) è esplosa nella notte tra il 20 e il 21 agosto 2026, quando Gastón García Zavalía, funzionario del Potere Giudiziario e membro dissidente del tavolo politico di La Libertad Avanza (LLA) – il partito fondato dal presidente argentino Javier Milei – ha denunciato per minacce Lisandro Catalán, presidente del partito nella provincia ed ex ministro dell'Interno del governo Milei.
L'episodio sarebbe avvenuto intorno alle 00:45 nel salone Las Cañas, nella città di Yerba Buena, durante la cena annuale della Banca del Cibo di Tucumán, un evento solidario che ha riunito circa 600 persone e che prevedeva aste di maglie di Lionel Messi e mazze da golf del golfista argentino Andrés 'Pigu' Romero.
Secondo la denuncia presentata al Commissariato di Yerba Buena, Catalán si sarebbe avvicinato a García Zavalía dicendogli: “già vedrai cosa ti succederà”. Quando il denunciante ha chiesto spiegazioni, sarebbe intervenuto anche Gerardo Huesen, citato nella denuncia, che gli avrebbe detto: “Tu lavori nel Potere Giudiziario, ma non sei nessuno”. García Zavalía, 57 anni, ha dichiarato di aver provato “preoccupazione e timore”, ma ha precisato che non ci sono state aggressioni fisiche.
La risposta di Catalán: “È un'operazione della vecchia politica”
Da LLA Tucumán hanno diffuso un comunicato definendo la denuncia “assolutamente falsa” e sostenendo che sia stato García Zavalía ad avvicinarsi a Catalán per contestarlo “per motivi che non conosciamo”. Il partito ha collegato l'accusa alle dispute interne e ha ricordato l'aggressione subita dal deputato Federico Pelli, a cui è stato fratturato il naso, e la denuncia contro la deputata Soledad Molinuevo.
Catalán, in conferenza stampa, ha definito i suoi accusatori “scagnozzi” e “servili” verso il governo provinciale, parlando di una “operazione della vecchia politica”. Anche Molinuevo ha respinto l'accusa, affermando che “le denunce false non sono uno strumento della politica”. Huesen, dal canto suo, ha dichiarato che non si lasceranno intimidire da “pressioni, operazioni o denunce costruite”.
La seconda denuncia: falsa residenza elettorale
Ma lo scandalo non si è fermato qui. Il 20 agosto, il consigliere comunale Mauricio Argiró, di Yerba Buena e vicino al deputato Mariano Campero, ha presentato una denuncia alla Procura Federale con competenza elettorale contro Catalán e Pelli per aver falsificato le loro residenze a fini elettorali.
Secondo la denuncia, Catalán avrebbe dichiarato come residenza un immobile in via Italia a San Miguel de Tucumán, appartenente a un terzo e utilizzato come sede del partito, ma in realtà risiederebbe nel quartiere chiuso Las Acacias di Bella Vista, in provincia di Buenos Aires, a oltre 1.200 km di distanza. Su Pelli, si segnala che avrebbe effettuato due cambi di residenza il 3 e il 6 luglio 2026 a Yerba Buena, l'ultimo in una galleria commerciale.
Catalán, in un'intervista al programma El Avispero, è scoppiato in lacrime difendendosi: “Da molto tempo subisco offese di ogni tipo, e ogni settimana, quando vengo a Tucumán e devo lasciare la mia famiglia... sono qui perché voglio, perché sento la responsabilità di farlo”. Con queste parole ha riconosciuto di non vivere con la sua famiglia a Tucumán, pur insistendo di rispettare i requisiti per essere candidato.
Dopo lo scandalo, Catalán ha dovuto rinviare il lancio del suo piano di governo, previsto per giovedì, spostandolo a venerdì 28 agosto, con un evento in un hotel della capitale tucumana dove è attesa “una figura di peso”.
La guerra interna libertaria: Catalán vs. Campero
La posta in gioco è la candidatura a governatore di Tucumán per le elezioni del 9 maggio 2027. Mariano Campero, il “radicale con la parrucca” che è passato dall'UCR (Unione Civica Radicale) a LLA, vuole essere il candidato dell'opposizione e progetta di usare il proprio partito, Cambia Tucumán, perché sostiene di non essere benvenuto nel partito viola. Il suo entourage ha confermato di aver studiato il caso di Catalán e Pelli prima di spingere per la denuncia.
Dal cerchio di Catalán, invece, assicurano che “la mossa di Campero per salire sul ring è un colpo basso e senza ritorno” e che “la denuncia non ha alcun fondamento”. Hanno anche fatto trapelare una presunta offerta a Campero per tenersi Yerba Buena e mantenere i suoi legislatori provinciali, ma il deputato l'avrebbe rifiutata.
Uno scenario elettorale spaccato in quattro
La disputa si inserisce in un contesto di frammentazione del peronismo (il movimento politico fondato da Juan Domingo Perón, storico pilastro della politica argentina): il governatore uscente Osvaldo Jaldo cercherà la rielezione con il vice Miguel Acevedo, mentre il senatore Juan Manzur e il deputato Pablo Yedlin preparano una candidatura dissidente. L'opposizione, guidata da Campero, progetta anche di impugnare giudizialmente la candidatura di Jaldo per incostituzionalità.
Con Catalán e Campero in lotta per il voto non peronista e il peronismo diviso tra Jaldo e Manzur, il tabellone tucumano per il 2027 si presenta frammentato in almeno quattro offerte competitive. L'incertezza cresce e le denunce incrociate segnano l'inizio di una campagna che si preannuncia aspra.
Nel frattempo, la giustizia dovrà stabilire se le minacce siano esistite e se le residenze siano state falsificate. La procura federale ha già in mano la denuncia di Argiró, che include richieste di accertamenti sul RENAPER (il registro nazionale delle persone). La guerra interna libertaria, lungi dal placarsi, minaccia di ridefinire gli equilibri politici della provincia.
Fonti: Contexto Tucumán, La Nación, Letra P, La Política Online