Nell’aria agitata di questo pomeriggio è emerso un allarme di sicurezza a bordo di un volo Flydubai diretto a Tel Aviv. Un pilota, infatti, ha lanciato un attacco nella cabina di pilotaggio, pugnalando il suo collega e portando l’aeromobile a perdere improvvisamente 5.200 metri. L’aereo, costretto a deviare in Arabia Saudita per un atterraggio di emergenza, ha riacceso i riflettori sulla cooperazione e sulla tensione tra Emirati, Israele e Sauditi.

L’Evento: Tentativo di sabotaggio in volo

Alle ore 15:30 locali (circa un’ora fa, ndr) un volo commerciale della compagnia aerea Flydubai è decollato da Dubai con destinazione Tel Aviv – Aeroporto Ben Gurion (Israele). A circa 40 minuti dall’inizio del volo, il copilota ha iniziato la procedura di emergenza: il pilota primo ha pugnalato il suo collega di cabina, provocando un’ondata di shock nella squadra di volo. “Sono stati 2 minuti in cui l’aeromobile ha perso circa 5.200 metri,” ha riferito un passeggero che ha pubblicato il video sui social. A causa della caduta brusca, il capitano ha iniziato una manovra di risalita d’emergenza che ha portato l’aeromobile a deviare verso lo spazio aereo saudita, dove è atterrato in sicurezza su un aeroporto di Riyadh.

Contesto geopolitico e antecedenti

{ANSA} spiega che questa rotta è diventata simbolo degli Accordi di Abramo, l’intesa di normalizzazione firmata da Emirati, Bahrain, Sudan e Israele. Un eventuale attacco contro un velivolo in volo su questa rotta non è solo un problema di sicurezza aeronautica, ma anche una potenziale frattura del fragile equilibrio diplomático tra le nazioni del Golfo e lo Stato ebraico.

Diversi passeggeri hanno iniziato a documentare l’emozione con i loro smartphone, postando clip in cui chiedevano aiuto mentre l’aeromobile “scendeva rapidamente”. Molti hanno inserito nel messaggio l’hashtag #aviancrisis, generando una risposta immediata da parte dei media internazionali.

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione in cui ha sottolineato la gravità dell’incidente, invitando le autorità di sicurezza a “fare chiarezza su ciò che è accaduto e a garantire che non si ripeta più”.

Scenari possibili
  • L’incidente potrebbe portare a un indurimento delle procedure di sicurezza su tutti i voli commerciali che collegano Israele al Golfo.
  • Sarebbe probabile avviare un’indagine congiunta tra i servizi di intelligence di Israele ed Emirati per capire se dietro l’attacco vi fosse una motivazione politica o terroristica.
  • Una scopre di mancanze nei controlli di sicurezza potrebbe generare tensioni diplomatiche tra le parti.
  • La risposta di Netanyahu potrebbe servire a giustificare un incremento di misure di vigilanza aerea nella zona.

Fonte: ANSA – dati verificati: 17.000 piedi (5.200 metri) di discesa, 15:30 CET, Arabia Saudita per atterraggio d’emergenza.