Il fenomeno di El Niño è già tra noi, secondo gli scienziati, e il suo vero impatto sul Sudamerica è atteso con maggiore intensità nel secondo semestre dell'anno. Di fronte a questa minaccia, l'Argentina ha messo in funzione un ambizioso sistema nazionale di monitoraggio e risposta sanitaria che integra tecnologia all'avanguardia, dispiegamento flessibile di ospedali mobili e coordinamento federale per proteggere le popolazioni più vulnerabili.
La nuova strategia, promossa dall'Agenzia Federale per le Emergenze in collaborazione con il Ministero della Salute della Nazione, è stata presentata a un gruppo di giornalisti nella sede del ministero, con la partecipazione di tecnici specializzati in emergentologia, sanità e statistica.
Cos'è El Niño e perché preoccupa?
El Niño è un fenomeno climatico naturale caratterizzato dal riscaldamento anomalo delle acque dell'oceano Pacifico equatoriale. Secondo i modelli meteorologici, l'attuale evento è già stato dichiarato come forte, con un riscaldamento di 1,8 °C nel Pacifico centrale e proiezioni di eventi estremi in Sudamerica fino al 2027.
Gli antecedenti storici mostrano che El Niño tende ad aumentare del 60% la frequenza di precipitazioni intense, il che può generare inondazioni improvvise, piene dei fiumi e smottamenti. Le zone più colpite in Argentina sarebbero il litorale, il nord e parte della cordigliera, specialmente nei mesi di novembre e dicembre.
La nuova centrale di monitoraggio
Il nucleo del sistema è una centrale di monitoraggio installata all'interno della Direzione Nazionale delle Emergenze. Qui sono stati acquisiti quattro software che consentono di raccogliere informazioni da diverse fonti e riversarle in un sistema di analisi cartografica con geolocalizzazione.
“Quello che abbiamo fatto è creare una centrale di monitoraggio dove abbiamo acquisito quattro software che ci permettono, tre di essi, di raccogliere informazioni, e il quarto ci consente di fare analisi direttamente su mappe con geolocalizzazione per un'assistenza sanitaria più rapida e migliore”, hanno spiegato i tecnici del Ministero.
Una rete federale e scalabile
Il sistema si basa sull'interconnessione di tutte le province, che possono caricare dati e accedere alle analisi in tempo reale. La piattaforma Virtual SICOM introduce uno schema collaborativo: ogni giurisdizione carica le proprie risorse disponibili e pianifica insieme allo Stato centrale il rafforzamento delle aree critiche.
Il dispiegamento operativo prevede tre scale di intervento:
- Pattuglie sanitarie mobili
- Posti avanzati di stabilizzazione
- Ospedali modulari di media e bassa complessità
Questi dispositivi possono essere installati in modo scaglionato a seconda della magnitudo dell'evento, con l'obiettivo di complementare il sistema sanitario locale ed evitare la saturazione degli ospedali centrali.
L'esperienza di Bahía Blanca
La strategia è già stata testata in situazioni reali. Durante le inondazioni di Bahía Blanca dell'anno scorso, l'ospedale mobile ERMEH ha assorbito il 90% della domanda, permettendo all'ospedale tradizionale di mantenere la propria capacità per i casi di alta complessità.
“Ci siamo integrati con l'ospedale da campo e abbiamo stabilito un lavoro congiunto con il sistema pre-ospedaliero. Siamo riusciti a ridurre di quasi il 90% la domanda nell'ospedale tradizionale”, hanno segnalato fonti del Ministero della Salute.
Tecnologia e anticipazione
I team tecnici monitorano il ROI (misurazione della temperatura dell'oceano) e il SOI (indice atmosferico) per individuare pattern simili a grandi episodi precedenti come quelli del 1982-83, 1997-98 e 2016-17.
“Gli impatti di El Niño si prevedono con ore di anticipo. Si può sapere di essere all'interno di un Niño forte o molto forte, ma l'impatto sul terreno è come tutto in climatologia: più ci si avvicina alla data dell'evento, più precisa può essere la previsione”, hanno dettagliato dal Ministero.
Il sistema consente inoltre di simulare scenari su mappe cartografiche, identificare ospedali che potrebbero essere colpiti e adottare misure preventive come la pulizia dei canali, il rafforzamento delle scorte e la ridistribuzione del personale.
Ospedali mobili: capacità e rapidità
Le attrezzature possono essere dispiegate in meno di 72 ore via terra o trasportate in aereo se l'urgenza lo richiede, e diventano completamente operative in 4 ore. Ogni ospedale modulare dispone di:
| Risorsa | Quantità |
|---|---|
| Posti letto | 60 |
| Posti letto per shock | 4 |
| Posti letto di terapia intensiva | 4 |
| Unità di assistenza generale | 1 |
Il personale si mobilita dalla Direzione Nazionale delle Emergenze e si coordina con i team sanitari locali per garantire la continuità dell'assistenza.
Sorveglianza epidemiologica
Il nuovo modello incorpora la dimensione epidemiologica: i sistemi informatici consentono di geolocalizzare i pazienti, anticipare i focolai, facilitare la somministrazione di vaccini e controllare i vettori. “Possiamo identificare dove abbiamo un paziente con una patologia che potrebbe significare un focolaio e fare un contenimento anticipato”, hanno spiegato i tecnici.
La piattaforma integra anche l'osservazione di rischi come allerta vulcaniche, incendi forestali, tempeste e vento zonda, con l'obiettivo di avere una visione integrale di tutte le minacce.
La creazione di questo sistema di allerta e anticipazione segna un cambiamento di paradigma nella gestione delle emergenze sanitarie in Argentina. La combinazione di tecnologia, lavoro in rete e dispiegamento flessibile consente di affrontare le sfide di El Niño con maggiore preparazione e resilienza, proteggendo le popolazioni più esposte.
Fonte: Infobae