30/07/2026 16:16 - Tecnologia
Secondo quanto riportato da fonti della NASA e da media come Infobae e Yahoo Noticias, il rover Curiosity potrebbe aver trovato una delle tracce più entusiasmanti del passato marziano.
Il veicolo di esplorazione ha scoperto un vasto campo di fratture poligonali con una texture incredibilmente simile a un alveare. La scoperta è avvenuta mentre il rover risaliva una valle soprannominata "Valle Grande". Ciò che più incuriosisce gli scienziati è che, sebbene la missione avesse già rilevato geometrie simili, mai prima d'ora era stato visto un insieme di questa scala in un unico punto del terreno.
“Abbiamo visto molti paesaggi affascinanti attraverso gli occhi di Curiosity, ma questo mare di poligoni ci ha lasciato senza fiato”, ha dichiarato Ashwin Vasavada, scienziato del progetto presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA nel sud della California. Il team spera che i dati chimici e morfologici rivelino l'origine di queste strutture.
Le immagini panoramiche a 360 gradi sono state catturate nei giorni 19 e 20 giugno 2026, corrispondenti ai sol marziani 4.930 e 4.931 della missione. Le figure, che misurano tra 4 e 8 centimetri di diametro, si estendono in tutte le direzioni fino a dove arriva lo sguardo del rover. Inoltre, queste strutture ricoprono i fianchi di una collina vicina chiamata Miraflores, alta 6 metri e sormontata da uno spesso strato di sabbia.
L'origine esatta di questo campo poligonale è ancora un mistero per i ricercatori, che non escludono diverse ipotesi promettenti sui processi geologici che potrebbero aver modellato la superficie:
Come sottolineato nel 2023 dal ricercatore William Rapin dell'Istituto di Ricerca in Astrofisica e Planetologia in Francia, i cicli umidi e secchi sono utili, forse addirittura necessari, per l'evoluzione molecolare che potrebbe dare origine alla vita.
Questa scoperta si aggiunge a una lunga lista di sorprese che Curiosity ha rivelato dal suo atterraggio su Marte il 5 agosto 2012. Dal 2014, il rover sale sul Monte Sharp, una montagna alta quasi 5 chilometri che, miliardi di anni fa, era coperta da laghi e ruscelli.
Durante il suo viaggio, Curiosity ha trovato cristalli di zolfo, meteoriti lucenti e, cosa più emozionante, molecole a base di carbonio considerate precursori di RNA e DNA. Sebbene la NASA non possa ancora confermare se queste molecole siano nate da processi biologici o puramente geologici, la scoperta rafforza l'idea che l'antico Marte avesse le condizioni chimiche necessarie per aver ospitato vita microbica.
Con ogni nuovo "alveare" e ogni roccia analizzata, ci avviciniamo un po' di più a svelare i segreti del nostro vicino planetario e a rispondere a una delle più grandi domande dell'umanità: siamo soli nell'universo?
Alfredo S. Quiroga