Nella tarda serata del 5 agosto 2026, l'ultimo stadio di un razzo Falcon 9 di SpaceX, lanciato nel 2025, colpirà la Luna a 8.700 km/h. Sebbene non rappresenti un pericolo per la Terra, l'evento genererà un cratere e una nube di polvere che gli scienziati studieranno come un esperimento senza precedenti per le future missioni.

Un esperimento cosmico inaspettato

Nella tarda serata di questo mercoledì 5 agosto 2026, la superficie lunare sarà testimone di un evento singolare: l'ultimo stadio di un razzo Falcon 9 di SpaceX (l'azienda aerospaziale fondata da Elon Musk) impatterà accidentalmente contro il nostro satellite naturale. Lo scontro avverrà alle 06:35 GMT (le 08:35 in Italia, le 03:35 in Argentina) vicino al Cratere Einstein, nell'emisfero nord della faccia visibile della Luna.

Il pezzo, di circa 4.000 chilogrammi e lungo circa 12 metri, viaggia a circa 8.700 chilometri all'ora, circa sette volte la velocità del suono. Sebbene il flash iniziale sarà breve, il materiale espulso potrebbe alzarsi per diversi chilometri e rimanere visibile ai telescopi in Sudamerica e Nordamerica per svariati minuti.

L'origine del razzo

Il razzo è stato lanciato il 15 gennaio 2025 dalla Florida, trasportando due moduli di atterraggio lunari commerciali (chiamati landers):

  • Blue Ghost (di Firefly Aerospace): È riuscito a compiere un atterraggio morbido e con successo a marzo 2025.
  • Resilience (di Ispace): Non è riuscito ad atterrare in modo sicuro mesi dopo.

Dopo aver completato la sua missione di spingere i moduli, l'ultimo stadio è rimasto senza carburante, intrappolato in un'orbita instabile. Una combinazione di attività solare e forze gravitazionali ha deviato la sua traiettoria, mettendolo sulla rotta di collisione con la Luna.

Dati dell'impatto

Data e Ora05/08/2026 alle 06:35 GMT
Velocità8.700 km/h
Energia liberataEquivalente a 3 tonnellate di TNT
Cratere stimato20-30 metri di diametro, 5 di profondità
PosizioneEmisfero nord, vicino al Cratere Einstein

Un regalo per la scienza e l'esplorazione

Per i geologi planetari, questa collisione accidentale rappresenta un'opportunità eccezionale. Conoscendo con precisione le dimensioni, la velocità e il punto d'impatto, l'evento si trasforma in un esperimento controllato.

Secondo esperti come Benjamín Fernando, del Los Alamos National Laboratory, e Paul Wiegert, della Western University, lo studio di questa collisione permetterà di:

  • Calibrare modelli informatici sulla formazione dei crateri.
  • Comprendere la dispersione della polvere lunare (chiamata regolito, ovvero il suolo polverizzato dall'assenza di atmosfera) in un ambiente senza aria.
  • Determinare il rischio che i detriti rappresentano per future basi lunari e astronauti del programma Artemis della NASA (che prevede il ritorno dell'uomo sulla Luna).

La NASA ha confermato che non c'è pericolo per la Terra. L'orbiter Danuri della Corea del Sud e il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA cattureranno immagini della zona prima e dopo l'evento per analizzare i cambiamenti del terreno.

La sfida dei detriti spaziali

Questo evento evidenzia un problema crescente: l'accumulo di rifiuti spaziali. A differenza della Terra, la Luna non ha un'atmosfera che protegga la sua superficie o che disperda la polvere. Le tracce delle missioni Apollo rimangono intatte da oltre 50 anni.

Sebbene questo impatto non interessi siti patrimoniali, gli esperti sottolineano l'urgenza di creare un quadro normativo internazionale per coordinare il traffico spaziale e proteggere la Luna prima che diventi una destinazione satura di spazzatura orbitale.

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