18/06/2026 03:03 - Internacionales
Representación simbólica del acuerdo de paz entre Estados Unidos e Irán, con documentos firmados sobre una mesa diplomática, banderas de ambas naciones y un mapa del Medio Oriente iluminado en el fondo, simbolizando la esperanza de paz
Stati Uniti e Iran hanno firmato il mercoledì 17 giugno 2026 un memorandum d'intesa di 14 punti che pone fine al conflitto in Medio Oriente, iniziato il 28 febbraio 2026 e che ha causato più di 3.700 morti, principalmente in territorio iraniano e in Libano.
Il presidente americano Donald Trump ha firmato il documento durante una cena al Palazzo di Versailles, nell'ambito del summit del G7 a Évian-les-Bains, in Francia. Il presidente francese Emmanuel Macron era presente come ospite d'onore.
Per l'Iran, il presidente Masud Pezeshkian ha firmato elettronicamente da Teheran. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghai, ha confermato la firma.
La mediazione è stata condotta dal primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, che ha facilitato i colloqui tra le parti durante le settimane precedenti.
Il venerdì 19 giugno 2026 si terrà una cerimonia formale a Bürgenstock, Svizzera, per commemorare l'accordo e avviare le negoziazioni tecniche definitive.
Entrambi i paesi hanno 60 giorni per negoziare un trattato di pace definitivo. Durante questo periodo, rimarranno in vigore i programmi nucleari attuali dell'Iran e verranno congelati i nuovi dispiegamenti militari statunitensi.
| Aspetto | Dettaglio |
|---|---|
| Cessate le ostilità | Terminazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusa l'offensiva israeliana in Libano. |
| Stretto di Hormuz | Riapertura immediata di questa via marittima cruciale attraverso cui passa il 20% del petrolio mondiale. L'Iran non imporrà pedaggi per i primi 60 giorni. |
| Fin del blocco navale | Gli Stati Uniti leveranno il blocco marittimo entro 30 giorni e rilasceranno le licenze affinché l'Iran possa vendere nuovamente petrolio. |
| Programma nucleare | L'Iran si impegna a diluire il suo uranio arricchito sotto supervisione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) e riafferma che non fabbricherà mai armi nucleari. |
| Fondo ricostruzione | Creazione di un fondo di 300 miliardi di dollari, finanziato dagli alleati USA, destinato alla ricostruzione dell'Iran. |
Uno dei punti più delicati dell'accordo è l'impegno dell'Iran di diluire il suo uranio arricchito mediante un sistema di diluizione in situ sotto supervisione dell'AIEA. Il testo stabilisce che il materiale nucleare verrà trattato senza necessità di trasferirlo fuori dal paese.
Analisti internazionali e media come la CNN hanno evidenziato che il linguaggio del memorandum è generico e vago, generando dubbi sulla sua effettiva implementazione.
Nonostante la firma, il presidente Trump ha lanciato avvertimenti da Évian, assicurando che il testo non è definitivo e che potrebbe tornare indietro se l'Iran non si comporta. Ha persino minacciato di tornare a lanciare bombe se l'accordo non viene rispettato.
Il principale negoziatore iraniano, Mohamad Baqer Qalibaf, ha dichiarato che l'accordo costituisce il fallimento degli Stati Uniti e ha difeso il diritto di sovranità dell'Iran sullo Stretto di Hormuz.
Morti dal 28/02/2026
Petrolio mondiale via Hormuz
Barile petrolio Brent
Termine accordo definitivo
Hezbollah ha celebrato l'accordo definendolo una grande vittoria per l'Iran. Il segretario generale del gruppo, Naim Qasem, ha ringraziato Teheran per aver insistito nell'inclusione del fronte libanese nelle conversazioni.
Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha sostenuto che le negoziazioni dirette con Israele iniziate ad aprile sono indipendenti dall'accordo tra Washington e Teheran.
I paesi del G7 hanno emesso una dichiarazione congiunta qualificando il patto come un'opportunità storica per impedire che l'Iran acquisisca armi nucleari e affrontare le minacce relative alle sue attività regionali e balistiche.
Lo Stretto di Hormuz è un passaggio marittimo strategico situato tra Oman e Iran che connette il Golfo Persico con il Golfo di Oman e il Mare Arabico. Attraverso questa via transita circa il 20% del petrolio mondiale, rendendolo uno dei punti di flusso energetico più importanti del pianeta. La sua chiusura per oltre tre mesi ha alterato profondamente i mercati energetici globali, causando un aumento dei prezzi del greggio e preoccupazioni per l'approvvigionamento europeo.
Il G7 (Gruppo dei Sette) è un forum intergovernativo che riunisce i leader delle sette economie avanzate del mondo: Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, più l'Unione Europea come osservatore permanente. L'incontro annuale del 2026 si è tenuto a Évian-les-Bains, in Francia, e ha fornito lo scenario diplomatico ideale per siglare questo accordo storico, con la mediazione del presidente francese Emmanuel Macron.
Alfredo S. Quiroga