18/06/2026 10:18 - Economia
Un buque petrolero atravesando el Estrecho de Ormuz con aguas tranquilas, plataformas petrolíferas en el horizonte, cielo despejado con tonos dorados del atardecer, simbolizando la paz y el flujo normal del comercio internacional de petróleo después del acuerdo entre Estados Unidos e Irán
Il mondo si è svegliato con una notizia che promette di cambiare il corso della geopolitica energetica globale: Stati Uniti e Iran hanno firmato un memorandum d'intesa di 14 punti per porre fine alla guerra in Medio Oriente iniziata il 28 febbraio 2026 e che ha lasciato un bilancio devastante di oltre 3.700 morti.
L'accordo è stato firmato il 17 giugno 2026 durante il vertice del G7 svoltosi al Palazzo di Versailles, in Francia. Il presidente americano Donald Trump ha firmato di persona, mentre il presidente iraniano Masud Pezeshkian lo ha fatto elettronicamente da Teheran. Il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif ha agito come principale mediatore del processo.
Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, sarà riaperto come parte dell'accordo. La rimozione completa del blocco navale richiederà fino a 30 giorni.
Il mercato ha reagito immediatamente all'annuncio dell'accordo:
Il conflitto ha generato un impatto significativo alle pompe locali:
Il memorandum d'intesa include punti cruciali che segnano l'inizio della fine del conflitto:
| Punto dell'accordo | Dettaglio |
|---|---|
| Cessazione delle ostilità | Cessate il fuoco immediato tra tutte le parti coinvolte |
| Stretto di Hormuz | Riapertura graduale del passaggio che controlla il 20% del petrolio mondiale |
| Blocco navale | Eliminazione completa entro 30 giorni |
| Fondo per la ricostruzione | Creazione di un fondo di USD 300 miliardi per la ricostruzione |
| Programma nucleare | Supervisione della diluizione dell'uranio arricchito da parte dell'AIEA |
| Scadenza finale | 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo |
La firma protocol dell'accordo si terrà il venerdì 19 giugno 2026 a Bürgenstock, Svizzera. Durante i prossimi 60 giorni, le parti negozieranno i termini definitivi dell'accordo di pace che porrà formalmente fine al conflitto.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato a non sprecare questa "opportunità storica" per uscire dalla crisi economica. Da parte della linea dura in Iran, il quotidiano Kayhan ha definito l'accordo una "capitolazione", mentre Hezbollah lo ha celebrato come una vittoria.
Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha rifiutato il ritiro israeliano dal sud del Libano. Trump ha criticato Israele per l'"eccesso di morti" durante il conflitto.
Il gruppo libanese ha celebrato l'accordo come una vittoria per la regione e ha confermato che manterrà i suoi legami con l'Iran.
Gli esperti stimano che i prezzi del petrolio si normalizzerebbero in un periodo di 3-4 mesi dopo la riapertura completa dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, le compagnie locali sono state chiare nel non trasferire i cali internazionali alle pompe argentine nel breve periodo.
Perché i carburanti non scendono in Argentina? L'Argentina è un importante produttore ed esportatore di petrolio, soprattutto grazie ai giacimenti di Vaca Muerta (Patagonia), considerati tra i più grandi al mondo di shale oil. Tuttavia, il mercato interno argentino è particolarmente sensibile alle variazioni internazionali a causa dell'instabilità economica e dell'inflazione cronica del paese sudamericano.
Stretto di Hormuz: È uno stretto strategico tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman, largo solo 55 km nel punto più stretto. Attraverso questo passaggio transita circa il 20% del petrolio mondiale, rendendolo cruciale per l'approvvigionamento energetico globale.
Fonti: Infobae, The New York Times, conoscenza verificata al 18/06/2026
Alfredo S. Quiroga