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Il Leader Supremo dell'Iran autorizza l'accordo con gli USA ma si tiene a distanza

21/06/2026 21:22 - Internacionales

Un líder religioso con turbante negro y túnica tradicional emitiendo un comunicado oficial desde un podio, con banderas iraníes de fondo y expresión seria y calculadora

Il Leader Supremo dell'Iran autorizza l'accordo ma mantiene le distanze

L'ayatollah Mojtaba Khamenei, Leader Supremo dell'Iran, ha emesso un comunicato giovedì sera in cui si è tenuto a distanza dall'accordo negoziato con gli Stati Uniti, affermando di aver dato il suo via libera ma che non era d'accordo nel firmarlo "per una questione di principii".

Secondo quanto riporta The New York Times, la dichiarazione rappresenta uno sforzo per deviare la responsabilità politica dell'accordo verso il governo eletto dell'Iran, guidato dal presidente Masoud Pezeshkian, che ha assunto l'impegno di proteggere i diritti degli iraniani e del "fronte di resistenza", probabilmente riferendosi a Hezbollah, il gruppo militante sostenuto dall'Iran che è in guerra con Israele.

Punti chiave del comunicato
  • Autorizzazione condizionata: Khamenei ha approvato l'accordo perché Pezeshkian ha assunto la responsabilità
  • Distanziamento politico: Ha chiarito di non aver firmato il documento "per principii"
  • Limiti ai negoziatori: Ha ammonito contro "richieste eccessive" da parte statunitense
  • Critica a Trump: Ha detto che gli Stati Uniti sono arrivati all'accordo "per disperazione"
Contesto politico dell'Iran

L'Iran ha un sistema di governo ibrido con istituzioni elette che dispongono di molto meno potere rispetto agli elementi teocratici del governo. Il Leader Supremo, un religioso, ha l'ultima parola nelle decisioni strategiche del paese.

Questa posizione è simile a quella adottata da suo padre e predecessore, l'ayatollah Ali Khamenei, che permetteva le negoziazioni ma poi ne criticava pubblicamente l'applicazione.

L'accordo e le negoziazioni future

L'accordo garantisce all'Iran ampi benefici economici mentre rinvia a dopo le negoziazioni sul suo programma nucleare. Questo memorandum di 14 punti è stato firmato il 17/06/2026 e include la cessazione delle ostilità, la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni e un fondo di ricostruzione di 300 miliardi di dollari USA.

Le negoziazioni tecniche erano programmate per iniziare domenica 21/06/2026 a Bürgenstock, Svizzera, ma sono state posticipate indefinitamente dopo gli attacchi israeliani in Libano che hanno causato almeno 25 morti.

L'analista politico Ali Afshari, ex attivista iraniano residente negli Stati Uniti, ha osservato che il messaggio di Khamenei indica che l'accordo non darà luogo a molti altri accordi di questo tipo e che la politica estera di confronto del regime è improbabile che cambi.

Reazioni del governo iraniano

Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e che ha guidato le negoziazioni con gli Stati Uniti, ha ringraziato Khamenei e ha cercato di rassicurarlo riguardo all'approccio del team negoziale:

"Se il nemico ha richieste esagerate in questo processo, abbiamo già dimostrato di avere il dito sul grilletto e che non esiteremo a dare una risposta schiacciante, come quella che ha già subito nella guerra recente."

Un membro di un importante organo consultivo iraniano ha dichiarato che qualsiasi accordo deve rispettare le "linee rosse" di Khamenei.

Il conflitto regionale in corso

Questo sviluppo avviene in mezzo a un conflitto iniziato il 28/02/2026 e che ha lasciato più di 3.700 morti. L'Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz il 20/06/2026 in risposta agli attacchi israeliani in Libano, lasciando più di 500 navi bloccate con 11.000 marinai coinvolti. Il petrolio Brent si quota tra 83-84 dollari USA al barile.

Il vicepresidente statunitense JD Vance ha cancellato il suo viaggio in Svizzera per le negoziazioni di pace, mentre delegazioni di Stati Uniti, Qatar e Pakistan rimangono a Bürgenstock.

Perché è importante per i lettori italiani

L'Stretto di Hormuz è uno dei punti di transito più importanti per il petrolio mondiale: circa il 20% del greggio consumato globalmente passa attraverso questo stretto. Un eventuale blocco prolungato potrebbe far aumentare significativamente i prezzi del carburante anche in Italia e in Europa.

Inoltre, la stabilità del Medio Oriente è fondamentale per gli equilibri geopolitici che coinvolgono direttamente anche l'Unione Europea e i suoi alleati nella NATO.

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Alfredo S. Quiroga