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Arrestata una dottoressa della Gendarmeria con 70 kg di cocaina: l'incredibile scoperta

29/06/2026 09:16 - Judiciales

Un'operazione iniziata come denuncia e finita come caso di narcotraffico

Verso le 10 del mattino di domenica 29 giugno 2026, la Policía de Salta (la polizia della provincia di Salta, nel nord dell'Argentina) ha ricevuto una chiamata di soccorso: due donne segnalavano di essere state vittime di un tentativo di rapina sulla Ruta Nacional 34, all'ingresso della località di El Potrero, nella giurisdizione di Rosario de la Frontera.

Quello che sembrava una situazione di pericolo si è trasformato, in pochi minuti, in una scoperta che ha scosso la città di Tartagal. Le donne, che viaggiavano su una Renault Duster, sostenevano di essere state intercettate da un camioncino bianco senza targa posteriore. Secondo il loro racconto, avevano resistito al presunto assalto e gli aggressori avevano sparato, rompendo il lunotto posteriore e una ruota del veicolo.

Le arrestate

  • Ivana Georgina Portal (39 anni): Medica dell'Ospedale di Tartagal e collaboratrice dell'Escuadrón 52 della Gendarmería Nacional. È sposata con l'autista del capo dello Squadrone di Tartagal.
  • Delia Yolanda Tame (35 anni): Nota cosmetologa e imprenditrice della zona di Tartagal, amica di Portal.

Entrambe sono state messe a disposizione della Giustizia Federale per presunto trasporto di stupefacenti.

La scoperta fortuita

Durante l'ispezione del veicolo, gli investigatori hanno scoperto che uno dei proiettili aveva sollevato la lamiera di un doppio fondo nel bagagliaio. Lì sono rimasti esposti i panetti di cocaina di colore giallo, con un peso approssimativo di 70 chili.

Il carico aveva come probabile destinazione la città di Buenos Aires, la capitale argentina.

Cos'è una "mexicaneada"?

Gli investigatori interpellati hanno indicato che l'attacco potrebbe trattarsi di una "mexicaneada", un termine utilizzato nell'ambiente del narcotraffico per riferirsi al furto di cocaina da una banda all'altra. Secondo questa linea di indagine, un gruppo narcotrafficante della zona organizzerebbe sia i invii che questi falsi assalti.

Strategia criminale

Si derubano a se stessi per non pagare il trasporto

Conseguenza

Le vittime rimangono indebitate con la banda

Precedente

Modalità simile registrata nello stesso luogo

Il profilo delle imputate

Il caso genera particolare scalpore per il profilo delle coinvolte. Ivana Georgina Portal non è solo medica, ma presta servizi nella Gendarmería Nacional, una forza di sicurezza argentina dedicata proprio a combattere il narcotraffico nelle frontiere. Suo marito è anche gendarme e lavora come autista del capo dello Squadrone di Tartagal.

Tartagal è una città nel nord della provincia di Salta, zona strategica per il traffico di droga grazie alla sua vicinanza al confine con la Bolivia.

Da parte sua, Delia Yolanda Tame è un'imprenditrice conosciuta nella zona, proprietaria di un locale di bellezza e cosmetologia. Entrambe le donne erano amiche e condividevano circoli sociali a Tartagal.

Fonti del caso hanno indicato a Infobae che Portal è classificata come "irrecuperabile" dal sistema finanziario, suggerendo possibili precedenti creditizi negativi.

Connessione con un clan narcotrafficante di Tartagal

Secondo le fonti consultate da Infobae, il carico avrebbe relazione con un clan narcotrafficante che opera a Tartagal. Questo complicherebbe ulteriormente la situazione delle arrestate: oltre alle conseguenze legali per trasporto di stupefacenti, potrebbero affrontare ritorsioni dal proprio gruppo criminale.

L'indagine continua e si prevede che nelle prossime ore si conoscerà l'udienza di imputazione formale, il peso definitivo del carico e la procura incaricata del fascicolo.

Fonti: Infobae | FM Alba

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