06/07/2026 13:11 - Politica
Secondo quanto riportato dal quotidiano argentino El Cronista, il presidente Javier Milei starebbe preparando il terreno per la sua battaglia di rielezione nel 2027. Questo nuovo percorso avrebbe iniziato a prendere forma dopo le dimissioni di Manuel Adorni il 27 giugno 2026 e l'insediamento di Diego Santilli come Capo di Gabinetto (un ruolo simile a quello di Primo Ministro o Ministro dell'Interno) il 30 giugno 2026.
L'arrivo di Santilli segnerebbe un cambio di strategia, mirando a consolidare un'agenda legislativa chiave nel Congresso, con il Senato come principale scenario di dibattito. La presenza di tredici governatori provinciali all'insediamento del nuovo Capo di Gabinetto confermerebbe l'importanza che riveste in questo momento la relazione tra la Casa Rosada (sede del governo argentino) e i governatori disposti al dialogo.
La maggioranza governativa avrebbe davanti a sé una serie di progetti che cercano di dare certezza alle riforme strutturali. Tra le priorità che sarebbero promosse prima della pausa legislativa del 20 luglio 2026, si evidenziano:
L'analisi dettaglierebbe che la chiave per la rielezione di Milei risiederebbe nella Costituzione Nazionale argentina. Il sistema di ballottaggio stabilisce che un candidato vince al primo turno se ottiene il 45% dei voti, o il 40% con uno scarto di più di dieci punti rispetto al secondo.
In questo contesto, il presidente avrebbe bisogno di andare oltre il suo partito, La Libertad Avanza, e il PRO (Proposta Repubblicana, un partito di centrodestra). Costruire un'ampia coalizione che sommi l'Unione Civica Radicale (radicalismo) e il peronismo dialogante sarà fondamentale, soprattutto se l'opposizione riuscisse a unificarsi in vista delle elezioni del 2027. La relazione con i governatori provinciali sarà il pilastro per avanzare in questo piano, poiché essi influenzano e orientano i loro legislatori nazionali.
Il panorama politico si svilupperebbe in uno scenario di stabilità valutaria. Al 6 luglio 2026, il dollaro ufficiale (quotato dalla Banco Nación) si collocherebbe a $1.510 pesos argentini, mentre il 'dollar blue' (il dollaro del mercato parallelo, molto usato in Argentina) quoterebbe a $1.515, mostrando un mercato calmo che favorirebbe il dibattito delle riforme strutturali.
Alfredo S. Quiroga