12/07/2026 09:43 - Politica
Il 10 luglio 2026, il governo argentino ha riattivato la sua strategia elettorale in vista delle prossime elezioni presidenziali del 2027. Secondo le informazioni raccolte, il presidente Javier Milei ha adottato un atteggiamento conciliante, come osservato durante il 'Tedeum' (una tradizionale cerimonia religiosa cattolica di Stato) del 9 luglio a Tucumán, dove ha salutato Jorge Macri e vari governatori, cercando di costruire ponti politici.
Uno degli assi centrali della strategia ufficiale è l'eliminazione delle PASO (Primarie, Aperte, Simultanee e Obbligatorie: un sistema elettorale argentino che obbliga i partiti a tenere elezioni primarie pubbliche per scegliere i candidati). Questa iniziativa è guidata da Karina Milei. Tuttavia, il governo affronta una sfida legislativa: ha bisogno di 37 senatori ma attualmente ne conta solo 21, e dispone di 129 deputati.
Per sbloccare la negoziazione, la Casa Rosada (sede del governo argentino) ha proposto di implementare listas colectoras (liste elettorali in cui diversi candidati sono sostenuti da più partiti). Questa misura ha generato resistenze. La ministra Patricia Bullrich l'ha respinta, sostenendo che 'deformano il sistema'. D'altra parte, il PRO (Propuesta Republicana, un partito di centrodestra) teme di rimanere in svantaggio se supporta l'eliminazione delle PASO e chiede garanzie prima di procedere.
Governatori chiave: Il Capo di Gabinetto, Diego Santilli (in carica dal 30/06/2026), guida le negoziazioni con le province. I governatori dell'UCR (Unión Cívica Radical, storico partito di centro) e del PRO saranno fondamentali per raggiungere i voti necessari.
La maggioranza osserva attentamente anche il panorama dell'opposizione. C'è preoccupazione per una possibile divisione dei voti da parte di leader di profilo simile, soprannominati da alcuni media 'nani di destra', e per una potenziale candidatura della vicepresidente Victoria Villarruel.
Secondo i dati dei sondaggi interni, da prendere con cautela, Milei sarebbe al 32% e il governatore della provincia di Buenos Aires, Axel Kicillof, al 27%. Il governo ha attribuito un recente calo nella sua immagine pubblica a operazioni del peronismo (il principale movimento politico storico argentino) legate al 'caso Adorni'.
Sul fronte economico, il governo ha presentato la sua tabella di marcia. Il ministro Luis Caputo ha dettagliato un piano per coprire le scadenze del debito per 24.000 milioni di dollari fino alla fine del 2027. Inoltre, la Banca Centrale (BCRA) ha rifinanziato 6.000 milioni di dollari con 10 banche tramite operazioni REPO, posticipando le scadenze al 2028.
L'indicatore del 'Rischio Paese' argentino è sceso a 402 punti base, il livello più basso dall'aprile 2018. L'inflazione a Buenos Aires (CABA) a giugno è stata del 1,8%, con una proiezione nazionale del 2%, e il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita del 3,5% per il 2026, offrendo uno scenario di maggiore stabilità per le negoziazioni politiche e un futuro incoraggiante per il Paese.
Fonte: Informazioni raccolte sul panorama politico ed economico argentino a luglio 2026.
Alfredo S. Quiroga