20/07/2026 09:32 - Judiciales
Rosario, 20 luglio 2026.
Il 20 luglio 2026, la città di Rosario — uno dei principali centri urbani dell'Argentina, situato circa 300 chilometri a nord-ovest di Buenos Aires — si è vestita di celeste e bianco per ricevere e rendere omaggio alla Nazionale argentina dopo il secondo posto al Mondiale 2026. Tuttavia, una giornata che doveva essere di riconoscimento si è conclusa con un bilancio fatale.
Intorno alle 19:00, nella zona di avenida Pellegrini al 4.600 (una delle vie più importanti della città), una donna identificata dalle autorità come Erica M. (45 anni) è caduta sull'asfalto da un veicolo in movimento mentre partecipava alla carovana dei festeggiamenti.
Personale del Sistema Integrato di Emergenze Sanitarie (SIES) si è recato urgentemente sul posto, ma purtroppo non è stato possibile eseguire manovre di rianimazione, constatando il decesso della donna sul luogo dell'incidente.
Dopo aver confermato il decesso, agenti della Policía de Santa Fe hanno provveduto a fermare il conducente del veicolo. L'uomo è stato messo a disposizione delle autorità mentre si svolgono le prime indagini del caso.
L'indagine è stata affidata alla procura di turno a Rosario. Gli esperti stanno lavorando su diverse ipotesi per determinare la dinamica esatta dell'incidente e se si sia trattato di una manovra errata o di una sfortunata caduta in mezzo alla folla. Fonti della polizia hanno indicato che si attendono risultati cruciali dalle telecamere di sicurezza pubbliche e private installate nelle vicinanze di avenida Pellegrini.
La domenica di mobilitazione di massa ha registrato anche altre vittime fatali in diverse città:
La finale tra Argentina e Spagna si è disputata il 19 luglio 2026 al MetLife Stadium di New York, dove la squadra spagnola si è imposta per 1-0. Nonostante la sconfitta, migliaia di argentini sono scesi in strada per ringraziare la squadra per la sua eccellente prestazione. Le autorità ribadiscono l'importanza di mantenere la prudenza e la cura reciproca durante le manifestazioni di massa per evitare nuovi incidenti, promuovendo una cultura di celebrazione sicura e responsabile.
Alfredo S. Quiroga