20/07/2026 21:28 - Politica
Il 19 luglio 2026, l'Argentina e la Spagna si sono giocate la memorabile finale dei Mondiali 2026 al MetLife Stadium nel New Jersey. Tuttavia, prima della partita, dalla Casa Rosada (sede del governo argentino) era stata impartita una direttiva informale guidata dal presidente Javier Milei e dalla segretaria generale, Karina Milei: nessun funzionario del partito libertario doveva viaggiare per il torneo, al fine di evitare immagini associate ai privilegi della cosiddetta 'casta' politica.
Nonostante la raccomandazione, il presidente provvisorio del Senato e senatore per la provincia di San Luis, Bartolomé Abdala, insieme al senatore per San Juan del partito La Libertad Avanza, Bruno Olivera, hanno deciso di intraprendere il viaggio verso gli Stati Uniti. Le immagini dei due all'aeroporto di Fort Lauderdale, in Florida, sono diventate presto virali sui social network.
Secondo quanto riportato da media come La Politica Online, Abdala, nella sua disperazione per non perdersi la partita decisiva, si sarebbe messo in contatto con il consolato argentino a New York per richiedere un aereo privato o contattare aziende di taxi aerei. Di fronte alla mancanza di disponibilità, il senatore ha preso un volo commerciale fino a Charlotte-Douglas, nella Carolina del Nord, e da lì ha completato un viaggio di 870 chilometri in auto (circa 9 ore) per arrivare allo stadio.
Il dato assume rilevanza a causa degli alti costi dell'impresa. Assistere alla finale implicava una spesa di circa 10.000 dollari nei pacchetti combinati, mentre i biglietti di rivendita superavano i 30.000 dollari, una modalità legale negli Stati Uniti. Per dare un contesto, a partire da agosto, lo stipendio (la 'dieta') di Abdala sarà di circa 7 milioni di pesos netti mensili. La sua passione per il calcio è ben nota: tra il 2000 e il 2018 è stato dirigente della Liga Sanluiseña e ha ricoperto ruoli nella AFA (Asociación del Fútbol Argentino).
Abdala e Olivera non sono stati gli unici a sfidare la direttiva. Qualche giorno prima, anche il viceministro della Giustizia, Santiago Viola, è stato visto a una partita della Nazionale. Sebbene dal suo dicastero abbiano assicurato che aveva chiesto un permesso, il portavoce Adrián Ravier ha confermato che esisteva un impegno del governo a non partecipare. Infine, lo stesso Milei ha difeso Viola, chiarando che il divieto riguardava solo i ministri.
Questi episodi, al di là delle polemiche, dimostrano che la passione per la 'Scaloneta' (come è soprannominata la nazionale argentina) e per il calcio argentino attraversa tutti gli strati della società, generando aneddoti che si aggiungono alla ricca storia dei Mondiali 2026.
Fonti consultate: La Politica Online, Diario de Cuyo, Nexofin e MDZ.
Alfredo S. Quiroga