Il capo del governo di Buenos Aires ha elogiato sui social l'efficacia del controllo intergiurisdizionale al confine con la provincia. I due fermati, originari del conurbano, sono stati intercettati mentre tentavano di entrare in città. Il post ha scatenato dibattito e critiche.

Il tweet di Jorge Macri

Il 12 agosto 2026, il capo del governo della Città di Buenos Aires, Jorge Macri, ha pubblicato sul suo account X un messaggio deciso: “È a questo che serve il muro di controllo. Questi due delinquenti venivano dal conurbano per rubare qui. Ora non potranno più disturbare. Legge e ordine”. Il tweet, accompagnato da un video che mostra l'operazione, è diventato virale in poche ore, accumulando migliaia di visualizzazioni e reazioni.

Il messaggio fa riferimento al Controllo Preventivo di Documentazione e Transito Intergiurisdizionale, noto popolarmente come “muro di controllo”, un sistema di posti di blocco agli ingressi della città volto a fermare l'ingresso di criminali provenienti dal conurbano bonaerense.

Cos'è il muro di controllo?

Si tratta di un'operazione implementata dal governo della città nei principali accessi stradali, con la presenza di agenti della Polizia della Città e telecamere con riconoscimento facciale. L'obiettivo è verificare i documenti dei conducenti e individuare precedenti penali o mandati di cattura prima che entrino nel distretto.

Secondo dati ufficiali, questo sistema ha già permesso di arrestare decine di persone con ordini di arresto pendenti. In questo caso, i due soggetti intercettati avevano precedenti e si dirigevano a commettere una rapina, secondo la versione di Macri.

Reazioni e critiche

La pubblicazione non ha tardato a generare risposte contrastanti. Mentre alcuni utenti hanno celebrato la misura e sostenuto il capo del governo, altri ne hanno messo in dubbio l'efficacia. L'utente Nicolás Blanco ha risposto: “Jorge Macri: Il 'muro', come chiami tu il Controllo Preventivo di Documentazione e Transito Intergiurisdizionale, in realtà è una bolla di sapone. Di notte non c'è un minimo dispiegamento e questa settimana, a poche isolati da quel ponte (Alberdi e General Paz), i…” (il messaggio è rimasto troncato).

Dal canto suo, l'account HAGOV Conurbano ha lanciato un'ironia: “Ma non ti abbattere, compaesano, il ladro più grande della storia uscito dal conurbano e andato a rubare nella capitale sei tu, Don Jorge, e per questo i ragazzi del Doke ti ammirano tanto”, in riferimento alla storia politica della famiglia Macri.

Un altro utente, Mûriëlo, ha puntato il dito contro il governatore della provincia: “Tutta colpa del figlio di puttana di @Kicillofok. Dovresti fargli pagare anche per fermare i ladri”, riflettendo la tensione politica tra Nazione, Provincia e Città.

Contesto politico

La discussione sulla sicurezza al confine tra CABA e la provincia di Buenos Aires è un tema ricorrente. Il governo della città insiste sul fatto che il controllo intergiurisdizionale sia uno strumento efficace, mentre dal conurbano lo si accusa di essere un “muro” simbolico che non risolve il problema di fondo.

Il tweet di Macri arriva in un momento di alta sensibilità sociale per l'insicurezza, e la cattura di questi due delinquenti si presenta come un risultato concreto della sua gestione. Tuttavia, le critiche sottolineano che l'operazione non è costante e che la criminalità trova comunque altri accessi.

Fino alla chiusura di questo articolo, il governo della città non aveva emesso un comunicato ufficiale aggiuntivo sul caso, ma si prevede che nelle prossime ore verranno forniti maggiori dettagli sull'identità dei fermati e sulla procedura eseguita.