Un piano senza precedenti per affrontare il fenomeno climatico
Il Governo nazionale argentino ha messo in atto un piano di prevenzione e risposta sanitaria per mitigare il possibile impatto del fenomeno Super El Niño, le cui conseguenze più severe sono previste a partire dalla primavera australe (settembre-dicembre) nelle regioni del Litorale, del Nord-Est, di Buenos Aires, di Cuyo e di Córdoba. Secondo dati ufficiali, ci sono più di 5,4 milioni di ettari potenzialmente inondabili e quasi un milione di abitanti esposti in queste aree.
L'iniziativa, coordinata dalla Direzione Nazionale delle Emergenze Sanitarie (DINESA) e dall'Agenzia Federale delle Emergenze, mira a passare da un modello reattivo a uno di pianificazione preventiva, consentendo alle province di adottare misure preventive come la pulizia dei canali di drenaggio o la simulazione dell'impatto sulla rete ospedaliera locale.
Cos'è il Super El Niño?
Il termine Super El Niño si riferisce a un'intensificazione estrema del fenomeno naturale El Niño, che ha origine da una complessa interazione tra atmosfera e oceano. Come spiegato dall'oceanografo Pedro Di Nezio, quando gli alisei si sono indeboliti ad aprile, si sono create le condizioni per un riscaldamento dell'oceano, generando un circolo vizioso in cui il calore modifica i venti e aumenta la temperatura dell'acqua. Per essere considerato un Super El Niño, la temperatura in una regione del Pacifico dovrebbe salire di tre gradi; attualmente si attesta intorno a un grado.
La segretaria generale dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), Celeste Saulo, ha avvertito: “Dobbiamo prepararci a un episodio potenzialmente forte, che esacerberà le siccità, intensificherà le piogge e aggraverà il rischio di ondate di calore sia sulla terraferma che nell'oceano”.
Monitoraggio in tempo reale con tecnologia geospaziale
Il Ministero della Salute argentino ha presentato una centrale di monitoraggio unificata che integra informazioni dal Servizio Meteorologico Nazionale (SMN), dalla CONAE (Commissione Nazionale per le Attività Spaziali) e dal CONICET (il principale ente di ricerca scientifica argentino). Lo strumento elabora dati sulla piattaforma geospaziale ArcGIS in tempo reale per valutare l'evoluzione delle piogge, geolocalizzare le zone a rischio e stimare l'impatto su strade, linee elettriche e centri sanitari.
Il sistema è già stato testato con successo durante le inondazioni di Bahía Blanca (città della provincia di Buenos Aires) e in scenari di incendi forestali a Tumbaya, Jujuy (nord-ovest del paese), dove l'ospedale mobile ha permesso di coprire le emergenze sanitarie in aree prive di risorse mediche vicine.
L'ospedale mobile ERMEH: il pezzo chiave
Il pilastro centrale del dispiegamento è l'ERMEH (Equipo de Respuesta Médica Extra Hospitalaria), un ospedale da campo donato dal Comando Sud degli Stati Uniti nel 2021, che dispone di 60 letti di degenza, 4 letti per shock e 4 di terapia intensiva. Può essere schierato in meno di 72 ore in qualsiasi punto del paese e diventare operativo in 4 ore.
Durante l'inondazione di Bahía Blanca, l'ERMEH ha assorbito il 90% della domanda sanitaria, consentendo all'ospedale locale di mantenere la propria capacità per i casi di alta complessità.
Fino a quando si estenderà il fenomeno?
Secondo l'agroclimatologo Eduardo Sierra, la transizione verso la piena vigenza di El Niño avanza gradualmente, e “il segnale tropicale guadagnerà terreno verso la primavera e l'estate, estendendosi fino all'autunno del prossimo anno” (2027). Il fenomeno si manifesterà con piogge frequenti in province come Misiones, Corrientes, Entre Ríos, Santa Fe, Chaco e Buenos Aires.
La ricercatrice del CONICET Carolina Vera ha sottolineato che El Niño non colpisce l'Argentina in modo uniforme: “Ci sono due zone di maggiore influenza molto chiare: una è il centro-est del paese, principalmente nel bacino del Río de la Plata tra i fiumi Paraná e Uruguay; l'altra comprende Cuyo e le Ande della Patagonia settentrionale durante l'inverno e la primavera”.
Come si prepara Córdoba?
Nella regione pampeana e a Córdoba, l'effetto principale sarebbe uno spostamento dei venti occidentali verso nord, generando un aumento nella frequenza e intensità delle piogge. Il Governo di Córdoba ha avviato una strategia integrale di anticipazione che coordina azioni preventive tra enti statali, comunità scientifica e amministrazioni locali.
La provincia dispone di 400 stazioni meteorologiche automatiche, due radar meteorologici (uno presso l'Università Nazionale di Córdoba e uno ad Alejandro Roca) e un modello meteorologico ad alta risoluzione (WRF). Tra le priorità figurano la pulizia di canali e fognature e il coordinamento con 280 consorzi di canali per la manutenzione degli scarichi delle acque piovane.
In sintesi: Il Super El Niño potrebbe estendersi fino all'autunno del 2027. Le zone più esposte a inondazioni sono il Litorale, il Nord-Est, Buenos Aires, Cuyo e Córdoba, con 5,4 milioni di ettari a rischio e circa un milione di persone coinvolte. Il Governo ha già attivato un sistema di monitoraggio satellitare e ospedali mobili per rispondere all'emergenza.