La Procura di Santa Cruz de la Sierra ha annunciato che chiederà 180 giorni di detenzione preventiva per Fernando Cerimedo, ex consulente del presidente argentino Javier Milei, accusato di essere l'autore intellettuale dell'aggressione a colpi di arma da fuoco contro la sua ex compagna, l'avvocatessa Nadia Beller. Cerimedo ha scelto di restare in silenzio, mentre la sua difesa parla di "show politico".

Dall’Argentina alla Bolivia: un’indagine con risvolti internazionali

Fernando Cerimedo, argentino, consulente politico che ha lavorato nella campagna di Javier Milei, è ora al centro di un'inchiesta in Bolivia. La Procura dipartimentale di Santa Cruz de la Sierra ha comunicato che presenterà la richiesta di 180 giorni di prigione preventiva mentre continua l'indagine per tentato femminicidio ai danni dell'avvocatessa Nadia Beller.

I fatti risalgono al 17 agosto 2026 (secondo la data locale, corrispondente al giorno del evento), quando Beller fu raggiunta da quattro colpi di arma da fuoco nei pressi di un hotel della città boliviana. Il giorno successivo, Cerimedo è stato fermato all'aeroporto internazionale di Viru Viru mentre atterrava da La Paz.

La vicenda giudiziaria

Il fiscale dipartimentale Alberto Zeballos ha confermato che la commissione di pubblici ministeri lavorerà alla formalizzazione dell'imputazione, e che entro 24 ore sarà l'autorità giurisdizionale a decidere se applicare la custodia cautelare. La richiesta include che Cerimedo venga rinchiuso nel carcere di Palmasola, il più grande della Bolivia.

Cerimedo, che è argentino e lavora come consulente politico, era stato inizialmente trattenuto nella celle di polizia della Fuerza Especial de Lotta contra il Crimen da lunedì notte a martedì, dopo l'arrivo da La Paz. Nelle prime ore dell'audizione, il suo avvocato Ernesto Giraldes ha raccomandato il silenzio, attendendo la conoscenza dei capi di accusa e delle prove. Un'altra sua legale, Margarita Arce, ha definito l'accusa un "show politico" e ha negato che Cerimedo stesse fuggendo verso Buenos Aires, affermando che il viaggio era per incontrare Beller e che l'aggressione era parte di un piano per destabilizzare il governo del presidente Rodrigo Paz.

Le dichiarazioni di Nadia Beller

La vittima, Nadia Beller, ha già reso dichiarazioni ai procuratori: ha puntato il dito direttamente contro Cerimedo, affermando: “Fernando mi diceva che la sorella di Milei era corrotta”, in riferimento a Karina Milei, figura chiave nel governo argentino. Beller ha anche denunciato alcune irregolarità nell'iniziale gestione delle indagini e ha chiesto che il fascicolo non resti segretato, richiesta accolta dal Tribunale Supremo di Giustizia.

Fatti chiave
  • Data del fatto: 17 agosto 2026
  • Arresto di Cerimedo: 18 agosto 2026 a Viru Viru
  • Richiesta del pubblico ministero: 180 giorni di detenzione
  • Struttura carceraria proposta: Palmasola
  • La vittima è stata colpita da 4 proiettili
Contesto politico

Cerimedo, che non è mai stato un funzionario ufficiale del governo boliviano, ha fatto parte della campagna elettorale 2025. Il presidente Rodrigo Paz ha espresso solidarietà a Beller e ordinato un'indagine approfondita. Il portavoce presidenziale José Luis Gálvez ha negato che Cerimedo abbia avuto un ruolo formale, definendolo solo un "colaborador cercano".

Le indagini e i sospetti

La difesa di Beller ha segnalato una singolare tempistica: l'ambulanza che ha assistito la vittima ha ricevuto una chiamata alle 20:34, ma il fatto è accaduto alle 20:40, e questo aumenta i sospetti su una preparazione dell'incidente.

Gli investigatori hanno sequestrato la motocicletta dei fuggitivi, trovato bossoli nella zona dell'albergo, e ora stanno per il telefono di Cerimedo per verificare le comunicazioni con Beller. La vicenda, che ha scosso l'opinione pubblica boliviana, attira l'attenzione anche in Argentina, per il legame con figure politiche di rilievo.

Come si sta evolvendo

La decisione del giudice potrebbe arrivare entro la settimana. Se la detenzione preventiva venisse concessa, Cerimedo resterebbe in carcere almeno fino a quando non venga definitivo il suo processo, che potrebbe durare oltre l'anno. La sua difesa sostiene che l'azione era già in essere e che il viaggio era di riconciliazione, ma i procuratori insistono sul sospetto di una pianificazione.

Questo caso si inserisce in un clima di tensione politica tra Bolivia e Argentina, con rapporti diplomatici delicati, soprattutto considerando che il capo argentino Javier Milei è stato menzionato durante le indagini. Il caso è in pieno sviluppo e promette altre novità.