A due mesi dal doppio terremoto che ha colpito il Venezuela il 24 giugno 2026, il bilancio ufficiale parla di 6.509 vittime e oltre 17.900 sfollati. Mentre il governo di Delcy Rodríguez spinge sulla ricostruzione, le organizzazioni umanitarie lanciano l'allarme: mancano acqua e cibo nelle zone più colpite, soprattutto nello stato costiero di La Guaira.

Una scossa doppia che ha segnato il paese

Il 24 giugno 2026, un doppio terremoto ha scosso il territorio venezuelano, colpendo principalmente Caracas e gli stati di Aragua, Carabobo, Falcón, La Guaira e Miranda. Il sisma ha lasciato una scia di distruzione che ancora oggi, a due mesi di distanza, continua a farsi sentire. Le scosse di assestamento si susseguono nella zona, mantenendo alta la tensione tra i sopravvissuti.

Secondo l'ultimo bilancio ufficiale presentato dalla presidente incaricata, Delcy Rodríguez, il numero delle vittime ammonta a 6.509, con un aumento di 71 decessi rispetto al rapporto precedente. Altre fonti, tuttavia, citano una cifra leggermente inferiore: 6.438.

Lo stato più colpito è il costiero La Guaira, dove la distruzione è stata quasi totale in diverse località. Lì, il governatore Alejandro Terán ha riportato 1.579 persone scomparse e 7.265 morti, sebbene quest'ultimo dato non sia ufficiale.

Cifre che fanno male: dispersi e sfollati

La mancanza di un numero ufficiale di dispersi è una delle maggiori preoccupazioni. Le organizzazioni delle famiglie a La Guaira hanno contato 1.579 persone di cui non si hanno notizie, mentre le squadre di ricerca continuano a lavorare tra le macerie. Volontari e soccorritori cercano ancora corpi, in un compito che diventa sempre più difficile con il passare dei giorni.

Il numero degli sfollati supera i 17.900, secondo l'ultimo dato ufficiale. Molte di queste persone hanno perso la propria casa e oggi vivono in rifugi temporanei o presso parenti.

La ricostruzione, una sfida monumentale

Il governo venezuelano, guidato da Delcy Rodríguez, ha presentato un bilancio di recupero che include la rimozione di 600.790 tonnellate di macerie solo a La Guaira. Più di un centinaio di edifici sono crollati o sono stati demoliti, e sono state ispezionate 60.785 abitazioni (altre fonti parlano di 59.000). Di queste, 11.001 presentano danni ad alto rischio e dovranno essere ricostruite o demolite.

Finora sono state consegnate 335 case agli sfollati, un numero insufficiente rispetto alla portata della tragedia. La ricostruzione avanza, ma a rilento, e le autorità assicurano che si stanno dando priorità alle zone più colpite.

L'impatto economico: un duro colpo a turismo e commercio

L'economia locale ha subito un duro colpo. La Camera di Commercio di La Guaira stima che il settore produttivo abbia perso l'80% dei propri ricavi. Il turismo, uno dei motori della regione, è quasi paralizzato. I commercianti segnalano un calo drastico delle vendite, che in alcuni casi rappresentano appena il 20% del normale.

La mancanza di attività economica aggrava la situazione delle famiglie che già affrontano la perdita delle proprie case e dei propri cari.

Gli aiuti umanitari: una luce che si spegne

Nelle ultime settimane, l'assistenza umanitaria è diminuita in modo costante. Organizzazioni come Olvidados (Spagna) e l'Asociación Solidaridad Vasco Ecuatoriana hanno denunciato la mancanza di acqua, cibo e articoli per l'igiene nelle zone colpite. Le testimonianze degli sfollati riflettono una realtà straziante: intere famiglie vivono in condizioni precarie, senza accesso ai servizi di base.

Di fronte a questa situazione, l'UNICEF ha raddoppiato i propri sforzi, fornendo supporto con acqua sicura, salute, vaccinazioni, nutrizione, protezione e spazi a misura di bambino. L'organizzazione lavora insieme a partner locali come Acción contra el Hambre per raggiungere i più vulnerabili.

Un futuro incerto, ma con speranza

Nonostante le difficoltà, la ricostruzione avanza e il governo si è impegnato a rilanciare i servizi e ripristinare la normalità. La presidente incaricata, Delcy Rodríguez, ha assicurato che tutte le risorse necessarie saranno destinate all'emergenza.

Tuttavia, la comunità internazionale e le organizzazioni umanitarie insistono sul fatto che gli aiuti devono arrivare in modo urgente e sostenuto. La solidarietà è fondamentale perché il Venezuela possa superare questa tragedia.

Nel frattempo, le famiglie dei dispersi mantengono viva la speranza di ritrovare i propri cari, e i volontari continuano il loro instancabile lavoro. La resilienza del popolo venezuelano è, senza dubbio, un esempio di forza in mezzo alle avversità.