Con un funerale multitudinario al Palazzo Legislativo, un corteo funebre accompagnato da tamburi e canti, e gli omaggi delle due grandi squadre di calcio uruguaiane, l'Uruguay ha salutato questo venerdì Rubén Rada, scomparso mercoledì all'età di 83 anni. La partenza del 'Negro' ha lasciato un profondo dolore nella cultura del Río de la Plata.

Lo scorso mercoledì 26 agosto 2026, il mondo della musica ha perso una delle sue figure più amate e importanti: Rubén Rada è morto all'età di 83 anni dopo essere rimasto ricoverato per tre settimane a causa di una polmonite bilaterale. La sua scomparsa ha commosso l'Uruguay e l'intera regione, e da allora gli omaggi non sono cessati.

Lutto nazionale e camera ardente al Palazzo Legislativo

Il governo uruguaiano ha decretato il lutto nazionale per il giovedì 27 agosto, con bandiere a mezz'asta in tutti gli edifici pubblici. Lo stesso giorno, la Sala dei Passi Perduti del Palazzo Legislativo di Montevideo è diventata lo scenario di una camera ardente storica: dalle 14 alle 21, centinaia di persone hanno sfilato per rendere l'ultimo saluto all'artista.

Il momento più emozionante si è vissuto quando i presenti, insieme al feretro, hanno intonato “Muriendo de plena”, uno dei grandi classici di Rada. Tra le personalità presenti c'erano Natalia Oreiro, Ricardo Mollo, Dante Spinetta, León Gieco e Lucía Topolansky.

Sepoltura con tamburi e canti

Questo venerdì 28 agosto, il corteo funebre è partito alle 11 di mattina da Isla de Flores 1418, nel quartiere emblematico di Barrio Sur, verso il Cimitero del Nord. La destinazione finale è stata il pantheon dell'Associazione Generale degli Autori dell'Uruguay (AGADU). Il percorso è stato segnato dal suono dei tamburi e dai canti dei seguaci, che gridavano “¡Negro, Negro!” in un clima di profonda emozione e gratitudine.

Omaggi nel calcio: Peñarol e Nacional

Anche il mondo del calcio ha voluto salutare Rada, noto tifoso del Peñarol. Il club Peñarol ha presentato una maglia speciale in suo onore, che sarà indossata nel clásico contro il Nacional di domenica 30 agosto per il campionato uruguaiano. In un comunicato, l'istituzione lo ha descritto come “riconosciuto socio e tifoso”. Inoltre, l'Assemblea Rappresentativa ha espresso il proprio dolore e ha osservato un minuto di silenzio.

Dal canto suo, il Nacional ha reso omaggio a Rada: giovedì 27, prima della partita contro l'Albion per la Copa AUF Uruguay, ha mostrato un'immagine di Rada sullo schermo del Gran Parque Central e ha osservato un minuto di silenzio.

Dichiarazioni e ricordi

Varie figure dello sport e della cultura hanno espresso il loro dolore e i loro ricordi:

  • Diego Aguirre, allenatore del Peñarol: “Rubén andava sempre all'Olímpica, era un personaggio dell'Uruguay, ma molto aurinegro”.
  • Antonio “Tony” Pacheco: “Un'icona della nostra cultura e della nostra musica”.
  • Sandra Mihanovich: “La sua essenza, la sua anima, il suo spirito e la sua energia continuano a esserci e ci saranno per sempre”.
  • Natalia Oreiro: “Era intelligente, caloroso, generoso e spiritoso”.
  • Lucila Rada, figlia dell'artista: “Ha lottato come un gladiatore fino all'ultimo perché è il tipo a cui piaceva di più vivere”.

Un'eredità indelebile

Rubén Rada, nato a Montevideo nel 1943, è stato un pioniere nella fusione del candombe con il jazz, il rock e la musica popolare. La sua opera, che include classici come “Las manzanas” o “Muriendo de plena”, ha segnato generazioni e lo ha reso un ambasciatore della cultura uruguaiana nel mondo. La sua partenza lascia un vuoto enorme, ma la sua musica e il suo spirito continueranno a vivere in ogni tamburo.

In un gesto che riflette la sua influenza, il cantante argentino Diego Torres lo ha paragonato a La Mona Jiménez, dicendo che il cordobese è “un altro Negro Rada”, e non ha escluso la possibilità di un futuro feat con l'idolo del quartetto. Senza dubbio, l'eredità di Rada trascende confini e generi.