A quasi un mese dalla sconfitta contro la Spagna nella finale del Mondiale 2026, Nicolás Tagliafico ha rotto il silenzio: 'Eravamo esausti, ma orgogliosi'. Il laterale argentino ha parlato del suo futuro, ammettendo che probabilmente è stato il suo ultimo Mondiale, e ha sottolineato l'importanza di saper perdere dopo un ciclo storico.

La spiegazione sulla finale del Mondiale 2026

Il laterale dell'Albiceleste ha spiegato perché la squadra non è riuscita a brillare nella finale contro la Spagna.

A quasi un mese dalla storica finale disputata il 19 luglio 2026 al MetLife Stadium di New York, dove l'Argentina ha perso 1-0 contro la Spagna, Nicolás Tagliafico ha rotto il silenzio. In una diretta streaming sul suo canale, il laterale 33enne ha spiegato le ragioni dietro la prestazione della squadra nella partita decisiva. Il Mondiale 2026, ospitato da Stati Uniti, Canada e Messico, ha visto l'Argentina arrivare in finale dopo un percorso straordinario, ma la squadra non è riuscita a ripetere l'impresa del Qatar 2022.

Secondo quanto riportato da Diario AS e La Nación, il calciatore ha rivelato che la squadra è arrivata alla finale completamente esausta. 'Alla partita decisiva l'Albiceleste è arrivata stanca fisicamente e mentalmente. La Spagna ha giocato molto bene ed è stata una meritata vincitrice. Noi abbiamo sbagliato', ha ammesso Tagliafico, che è stato titolare, ha marcato Lamine Yamal ed è finito quasi senza poter camminare dopo aver giocato tutti i 120 minuti.

'Bisogna saper perdere'

Nonostante la frustrazione, il difensore dell'Olympique Lione ha scelto di concentrarsi sugli aspetti positivi e ha mostrato con orgoglio la sua medaglia d'argento. 'Quella d'oro ce l'abbiamo già, quella del 2022. Dobbiamo essere orgogliosi del Mondiale che abbiamo fatto. Non è facile arrivare a due finali consecutive né avere due medaglie, e bisogna dare importanza a questo', ha sottolineato.

Come evidenziato dal sito TN, l'ex difensore del Banfield ha sottolineato che i risultati non sono frutto di un mese di competizione, ma di un processo. 'Questo è un lavoro di tre anni e mezzo. Nel calcio bisogna saper perdere perché questo dimostra che ci sei arrivato, sei arrivato fino in fondo e hai dato tutto', ha affermato.

Il futuro: l'ultimo Mondiale?

Il calcio argentino inizia a guardare al prossimo ciclo e Tagliafico si è aggiunto alla lista di giocatori che hanno dato segnali di allarme sulla loro continuità in vista del 2030. 'Penso che sia stato il mio ultimo Mondiale, non ce la faccio più per un altro', ha dichiarato con sincerità, anche se ha lasciato aperta una piccola porta tra le risate: 'Intendo seguire l'esempio di Javier Pupi Zanetti, che ha giocato fino a 40 anni'.

A 33 anni, il laterale sa che il fisico è determinante. 'Sono cose molto dure e bisogna prenderle con calma. La carriera del calciatore è breve e uno pensa che l'ultima tappa non arrivi mai, ma arriva', ha riflettuto. Inoltre, ha confermato che sta già seguendo il corso per allenatore e che il suo obiettivo a breve termine è raggiungere le 100 presenze con la Selezione Argentina.