Un episodio che offusca la festa continentale
L'incontro tra il Rosario Central (storica squadra della città di Rosario, in Argentina) e il Corinthians (gigante di San Paolo, in Brasile), terminato 0-0, è rimasto macchiato da una grave denuncia: il portiere brasiliano Hugo Souza ha assicurato di essere stato vittima di insulti razzisti da parte dei tifosi locali durante tutto l'incontro. L'episodio si è verificato allo stadio Gigante de Arroyito, nel quadro dell'andata degli ottavi di finale della Coppa Libertadores 2026.
Secondo quanto raccontato dallo stesso giocatore, gli insulti sono iniziati durante il riscaldamento e si sono protratti per i 90 minuti. «Mi hanno chiamato per tutta la partita scimmia, macaco e negro di merda», ha dichiarato Souza in zona mista, visibilmente colpito dalla situazione. Il termine «macaco» è un insulto razzista molto grave utilizzato in Sudamerica contro le persone di colore.
L'attivazione del protocollo antirazzismo
Al 21º minuto del secondo tempo, mentre si accingeva a battere dalla sua porta, Souza ha chiamato l'arbitro uruguaiano Andrés Matonte per informarlo di ciò che stava accadendo. Il giudice ha attivato il protocollo antirazzismo della FIFA, facendo il segnale delle braccia incrociate a forma di «X» sulla testa, sebbene la partita sia continuata senza un'interruzione prolungata.
Anche Ángel Di María, capitano del Rosario Central e campione del mondo con l'Argentina nel 2022, si è avvicinato al settore della curva e ha chiesto che cessassero gli insulti. Gli altoparlanti dello stadio hanno emesso un appello ai tifosi per evitare atti discriminatori.
«Non so cosa passi per la loro testa. Non so se credono di essere più di noi, di essere più umani di noi, di essere migliori di noi, ma spero che un giorno questo cambi davvero e che possano fare un esame di coscienza»
Le dichiarazioni del giocatore e la condanna del club
Souza, di 27 anni, ex giocatore del Flamengo e del Chaves in Portogallo, ha ampliato la sua testimonianza e ha chiarito che i calciatori del Rosario Central non hanno alcuna responsabilità: «I giocatori mi hanno persino chiesto scusa per l'atteggiamento dei tifosi. Non è stato un atteggiamento dei giocatori del Rosario, ma dei tifosi», ha sottolineato.
Il Sport Club Corinthians Paulista ha emesso un comunicato ufficiale in cui condanna con forza l'accaduto: «Il club condanna veementemente e lamenta un altro episodio di razzismo nel calcio. È indignante assistere, ancora una volta, a scene come queste che non rappresentano ciò che è il calcio». L'istituzione ha richiesto un'indagine per identificare e sanzionare i responsabili.
La Conmebol analizza i video
La Conmebol (Confederazione Sudamericana di Calcio) ha richiesto le immagini della partita e collaborerà con il Rosario Central per identificare i tifosi autori degli insulti. Le sanzioni per questo tipo di casi tendono a essere economiche e a includere campagne di sensibilizzazione, sebbene il risultato della partita non verrebbe modificato.
Giornalisti brasiliani presenti ad Arroyito hanno assicurato di aver sentito espressioni razziste già durante il primo tempo, e sui social network sono circolati video che mostrano gesti discriminatori di alcuni tifosi.
Precedenti e contesto
Non è la prima volta che si registrano episodi di razzismo in partite tra club argentini e brasiliani. Souza ha ricordato che «ogni volta che veniamo a giocare qui succede la stessa cosa», in riferimento a incidenti precedenti nei tornei continentali.
La serie rimane aperta
A livello sportivo, lo 0-0 ha lasciato la sfida completamente aperta. La gara di ritorno si giocherà giovedì 20 agosto alla Neo Química Arena di San Paolo, dove si deciderà chi passerà ai quarti di finale, che affronterà il vincitore tra Estudiantes de La Plata (Argentina) e Universidad Católica del Cile.
Tuttavia, il risultato è passato in secondo piano davanti alla gravità della denuncia, che riacende il dibattito sulla necessità di sradicare il razzismo dal calcio sudamericano.