Il sistema bancario argentino in transizione: dal debito sovrano al credito privato
Le entità finanziarie argentine stanno vivendo una profonda trasformazione del proprio modello di business. Secondo un rapporto di Moody's, le banche stanno abbandonando la redditività basata su tassi di interesse elevati e titoli sovrani per concentrarsi su una banca più tradizionale, guidata dal credito al settore privato. In Argentina, storicamente, le banche hanno preferito prestare allo Stato piuttosto che ai privati. Ora, il portafoglio di crediti al settore privato è passato dal 23% delle attività nel 2023 al 47% nel luglio 2026, mentre i titoli pubblici sono scesi dal 49% al 30%.
La sfida della morosità: dati e contesto
Questa rapida crescita del credito, unita a una dinamica macroeconomica più stabile, ha provocato un peggioramento nella qualità degli attivi, specialmente nei portafogli al dettaglio non garantiti. Il livello di morosità ha raggiunto il picco più alto dal 2005, diventando materia di analisi per economisti internazionali e consulenti di Wall Street.
Secondo i dati di mercato, l'irregolarità nei crediti personali sarebbe arrivata al 15,9% nel luglio 2026, mentre quella delle carte di credito si colloccherebbe al 13,1%. Nel caso delle famiglie, l'indice di morosità ha raggiunto il 12,6% del portafoglio totale nel maggio 2026, un aumento di 8,3 punti percentuali rispetto a maggio 2025. Al contrario, il segmento aziendale si è mantenuto più stabile, con un indice del 3,5%.
| Segmento | Tasso di Morosità (Maggio/Luglio 2026) | Variazione interannuale |
|---|---|---|
| Prestiti alle famiglie | 12,6% | +8,3 pp |
| Segmento aziendale | 3,5% | +2,5 pp |
| Crediti personali (Luglio) | 15,9% | Dati di mercato |
| Carte di credito (Luglio) | 13,1% | Dati di mercato |
Perché è aumentata la morosità?
Da una prospettiva macroeconomica, gli analisti identificano tre fattori chiave che spiegano questo fenomeno:
- Eliminazione delle LEFI: Le LEFI (Lettre di Liquidità Fiscale) erano strumenti di debito a breve termine emessi dal Tesoro argentino. La loro uscita di scena ha lasciato le banche con un eccesso di liquidità che è stato reindirizzato rapidamente verso il settore privato, in un momento in cui sorgevano già segnali di morosità.
- Stagnazione dei salari reali: Dall'assunzione del presidente argentino Javier Milei, i salari reali sono aumentati solo dell'8,3%, mantenendosi a livelli del 2023, il che affetta la capacità di pagamento delle famiglie.
- Disinflazione e tassi reali alti: Il netto calo dell'inflazione nel corso del 2025, unito a tassi nominali elevati, ha spinto i tassi di interesse reali a livelli alti, mettendo pressione sul servizio del debito che rappresenta già quasi il 25% dei redditi totali delle famiglie.
Resilienza del sistema e prospettive future
Nonostante questo scenario, le consulenze internazionali mantengono una visione ottimista sulla solidità del sistema. Le riserve per perdite su crediti sono passate da una media del 3,4% del portafoglio lordo (2021-2024) a quasi il 9% nel maggio 2026. Sebbene Moody's preveda che rimarranno elevate durante il 2026, le banche dispongono di solide riserve e ammortizzatori di capitale.
Il presidente del BCRA (Banco Central de la República Argentina), Santiago Bausili, ha indicato che non verranno sviluppate politiche particolari per risolvere il problema, considerandolo una questione tra privati. Anche il ministro dell'Economia, Luis Caputo, non anticipa interventi governativi.
Si stima che il costo macroeconomico potenziale dei mancati pagamenti sia limitato, a circa poco più del 0,5% del PIL, grazie alla dimensione ridotta del credito al settore privato in Argentina (13% del PIL, rispetto al 75% in Brasile o 36% in Messico). Lo scenario più probabile è che le banche rifinanzino i debitori, contribuendo a una diminuzione degli indici di morosità e aprendo la strada verso un sistema finanziario più robusto e orientato alla crescita.