Un accordo che ridisegna la mappa del petrolio
Il magnate americano Harold Hamm, fondatore di Continental Resources e soprannominato il re del fracking, ha raddoppiato la sua scommessa sull'Argentina. Giovedì è stato confermato che la sua azienda ha firmato un accordo per acquisire il 50% di Phoenix Global Resources, la compagnia controllata dal colosso svizzero Mercuria Energy Group, con presenza chiave in Vaca Muerta, il gigantesco giacimento di idrocarburi non convenzionali situato nella provincia di Neuquén, nella Patagonia argentina.
L'operazione, anticipata da EconoJournal il 14 luglio, è stata formalizzata questo 20 agosto 2026. Una volta completata, Mercuria e Continental costituiranno una piattaforma operativa congiunta 50/50, focalizzata sullo sviluppo e l'espansione degli attivi di Phoenix nel bacino di Neuquén. Questo modello di collaborazione consentirà di combinare l'esperienza di Continental nel fracking con le risorse di Mercuria, uno dei più grandi trader di energia del mondo.
Il gigante che punta a produrre 100.000 barili al giorno
L'obiettivo è ambizioso: portare la produzione attuale di 28.000 barili equivalenti al giorno a più di 100.000 nei prossimi cinque anni. Per raggiungere questo traguardo, è previsto un investimento di capitale superiore ai 4 miliardi di dollari nello stesso periodo.
Questo balzo posizionerebbe Phoenix tra i maggiori operatori privati di Vaca Muerta, la una delle più grandi risorse di scisto del mondo. Per capire il contesto, Vaca Muerta è il più grande giacimento di petrolio non convenzionale al di fuori degli Stati Uniti, con una superficie simile alla regione della Lombardia. La sua scoperta ha trasformato l'Argentina in un potenziale terzo petrolio del Sud America, attirando l'interesse di colossi internazionali come Exxon, Shell e la stessa Continental.
Il portfolio: sei blocchi, 163.000 acri
La nuova piattaforma includerà 163.000 acri netti distribuiti in sei blocchi: Mata Mora Norte, Mata Mora Sur, Confluencia Norte, Confluencia Sur, Los Toldos II Oeste (operato da Continental) e Bajo del Toro Este (di proprietà di Integra, il group guidato da José Luis Manzano).
Questo portafoglio combinato mira a qualificarsi sotto il Régimen de Incentivo per Grandi Inversioni (RIGI), un sistema introdotto dal governo argentino per attirare investitori stranieri offrendo garanzie giuridiche, fiscali e doganali, con un'ammortizzazione fiscale fino al 75% e una valuta preferenziale per le esportazioni. Il RIGI è stato spesso citato come un fattore chiave per convincere gli investimenti in uno dei giacardi più promettenti del pianeta.
I punti essenziali
- Acquisto: Continental Resources acquisisce il 50% di Phoenix Global Resources.
- Partnership: Mercuria e Continental formeranno una piattaforma 50/50.
- Produzione: da 28.000 a più di 100.000 barili al giorno in cinque anni.
- Investimento: più di 4 miliardi di dollari nello stesso periodo.
- Blocchi: Mata Mara Norte, Mata Mora Sur, Confluenza Norte, Confluenza Sur, Toldos II Ovest e Bajo del Toro Este.
Le dichiarazioni: fiducia nell'Argentina
Doug Lawler, presidente e CEO di Continental, ha dichiarato: 'Le riforme promosse dal presidente Milei e dalla sua amministrazione hanno suscitato il nostro interesse per l'Argentina e rafforzato la nostra fiducia nel suo futuro'. Questo riferimento alle politiche del presidente ultraliberista Javier Milei, che ha promesso di abolire i controlli e decretificare l'economia, sottolinea il contesto di apertura internazionale che l'Argentina sta vivendo dal dicembre 2025.
Brian Falik, Global Chief Investment Officer di Mercuria, ha affermato che l'operazione è un'estensione naturale del rapporto tra le due società, che sono già i soci nella centrale Pecos Power Plant in Texas (452 MW), un impianto di generazione elettrica che ha consolidato la loro collaborazione.
Da parte sua, Nicolás Mallo Huergo, CEO di Integra, ha celebrato la realizzazione di un 'sogno di lunga data': trasformare Neuquén in una piattaforma internazionale che porti il petrolio argentino sul mercato mondiale.
Il passo precedente: offerte per otto aree di GyP
La notizia arriva un giorno dopo che il governo di Neuquén ha ricevuto offerte per otto delle 15 aree messe a concorso tramite la compagnia petrolifera statale GyP. Continental, in partnership con Phoenix, ha presentato sei proposte, consolidando la sua strategia di espansione nella regione. Le aree restanti hanno attratto altri soggetti, mostrando un panorama competitivo articolato.
Gli altri offerenti includono Geopark, Aldyl Argentina, Petroquímica Comodoro Rivadavia, Selva María Oil, Patagonia Energy, JPM Energía, Bentia Energy e Multipiping. Questa tendenza dimostra come il mercato petrolifero argentino stia attirando non solo grandi nomi, ma anche piccole e medie imprese del settore.
L'operazione è ancora soggetta alla definizione degli accordi definitivi e alle approvazioni regolatorie, ma il messaggio dei protagonisti è chiaro: Vaca Muerta è nel mirino delle grandi leghe del fracking globale. Con questa mossa, Continental non solo espande il proprio impero, ma rafforza la posizione dell'Argentina nel scacchiere energetico mondiale, offrendo una prospettiva di crescita non solo per l'industria petrolifera, ma per tutta l'economia del paese.
Chiavi per il lettore
Continental Resources è il maggiore produttore privato di petrolio e gas naturale degli Stati Uniti, con posizioni in Bakken, Anadarko, Powder River e Permian. Questo acquisto rappresenta la prima volta che la compagnia diventa azionista di una piattaforma completa in Argentina, con rilevanza operativa, segnando un passo storico per la presenza del capitale americano nel settore energetico argentino.