Una frontiera in massima tensione
La città autonoma di Ceuta si è svegliata sabato 15 agosto 2026 con un dispiegamento di sicurezza su terra, mare e aria, per il timore di un nuovo ingresso massiccio di migranti dal Marocco. La convocazione, diffusa attraverso i social media come Facebook, Instagram, TikTok, WhatsApp e Telegram, invita a replicare l'attraversamento che a fine luglio ha travolto la città, lasciando un bilancio tragico di circa 100 morti e 72.000 migranti che hanno nuotato o scalato la barriera di confine.
La Guardia Civil ha lanciato una campagna di dissuasione in tre lingue (spagnolo, francese e arabo) con un messaggio netto: "Non lasciarti ingannare. Tutto ciò che ti promettono è una bugia. Se ti lanci in mare, probabilmente morirai. Se riesci ad attraversare, sei entrato illegalmente e verrai respinto". L'immagine che accompagna il testo mostra un agente dell'Unità di Sicurezza Cittadina (USECIC) che sorveglia il litorale di frontiera.
Il dispositivo spagnolo
Il Ministero dell'Interno spagnolo ha rafforzato il perimetro con 225 agenti delle Unità di Intervento Poliziesco (UIP), 45 effettivi della UPR, 6 agenti della UCER e 20 funzionari della Brigata Centrale dell'Immigrazione per accelerare le espulsioni. La Guardia Civil ha destinato 60 agenti al controllo della barriera e 160 alla sicurezza cittadina. In mare, pattugliatori del Servizio Marittimo, la nave Duque de Ahumada e sommozzatori del GEAS presidiano la fascia costiera. Sono state installate nuove barriere galleggianti di contenimento e vengono utilizzati elicotteri e droni con visione notturna.
L'Ospedale Universitario di Ceuta ha attivato il Piano di Catastrofi Esterne, ampliando i posti letto da 175 a 212. La Croce Rossa e la Protezione Civile mantengono in preallerta le loro squadre di intervento rapido (ERIE).
Il Marocco: "venti volte più sicurezza"
Sul lato marocchino, la località di Castillejos (Fnideq) è diventata una zona quasi di guerra. Un barista locale ha dichiarato a El Mundo che c'è "venti volte più sicurezza" del solito. Si vedono una cinquantina di auto della polizia, blindati, ambulanze e quattro camion antisommossa. Centinaia di agenti, inclusi soldati e gendarmi, controllano gli accessi. Sono state installate concertine fino a 4 metri in punti come Benzú, e la Marina Reale effettua rastrellamenti costanti. Le autorità marocchine hanno ordinato di sorvegliare i gruppi di giovani e controllare i minori, che non possono circolare senza un adulto.
L'ex capo della UCRIF, Luis Mayandía, ha definito la situazione "un'azione di guerra ibrida da manuale": prima si permette un'ondata, poi si impone un controllo assoluto. Il destinatario sarebbe l'Unione Europea, per spingerla a negoziare direttamente con Rabat su immigrazione e status di Ceuta e Melilla.
La campagna sui social: bufale e attrezzature
Un'indagine di BBC News Arabic ha trovato decine di post su Facebook che promuovevano l'attraversamento, inclusi annunci di vendita di scooter acquatici. Sei gruppi avevano più di 100.000 follower; il più grande, 191.000 membri. Dopo le segnalazioni, Meta li ha rimossi, ma molti sono ancora attivi. L'hashtag #haraga (bruciatori) accumula milioni di visualizzazioni. Gli organizzatori hanno spostato il coordinamento su gruppi privati di WhatsApp e Telegram, dove condividono informazioni in tempo reale sul dispiegamento della polizia.
La bufala principale diffusa è che la frontiera sia aperta, basata su un'interpretazione di una sentenza del Tribunale Supremo dell'8 luglio sui respingimenti alla frontiera. Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha stimato in 5.000 le persone ancora presenti a Ceuta dopo l'attraversamento di luglio, tra cui 1.898 minori già identificati.
Contesto e avvertimenti
L'attivista Mohamed Ben Aissa, dell'Osservatorio del Nord per i Diritti Umani, ha chiesto a Facebook e alle autorità marocchine un maggiore controllo, avvertendo che qualsiasi nuovo tentativo potrebbe provocare scontri mortali. La BBC ha anche documentato che alcuni utenti nei gruppi avvertono dei pericoli, ma sono una minoranza.
Questo 15 agosto, festivo in Spagna, è la data indicata. Il dispiegamento congiunto mira a evitare un'altra tragedia, ma la pressione migratoria resta latente. La crisi di Ceuta è diventata un tema centrale nell'agenda europea, con implicazioni geopolitiche che vanno oltre il confine.
Fonti: Infobae, El Mundo, Infobae (15/08), BBC Mundo