L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) ha confermato il ritrovamento di diverse tonnellate di uranio naturale in un sito non dichiarato dal regime di Bashar al-Assad. La nuova Siria collabora con l'agenzia e apre un capitolo di trasparenza nucleare, dopo anni di violazioni e sospetti. Il direttore generale Rafael Grossi ha visitato Deir Ezzor, primo accesso in 18 anni, segnando una svolta storica.

Mondo18 agosto 2026

Una scoperta che cambia la narrativa nucleare in Medio Oriente

Il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), l'argentino Rafael Grossi, ha annunciato martedì 18 agosto che l'agenzia delle Nazioni Unite è stata informata dalle nuove autorità siriane del ritrovamento di diverse tonnellate di materiale nucleare in un sito non dichiarato dal precedente governo di Bashar al-Assad. Grossi ha definito la decisione di Damasco una "decisione coraggiosa" che apre un nuovo capitolo nella trasparenza nucleare internazionale.

Secondo quanto riportato dall'agenzia DW e confermato dall'Agenzia Noticias Argentinas, gli esperti dell'AIEA hanno ricevuto l'autorizzazione dal governo siriano per accedere al luogo, la cui esatta ubicazione non è stata rivelata. Lì è stata constatata la presenza di tonnellate di materiale nucleare che avrebbero potuto essere utilizzate per scopi illeciti. Dopo le indagini, è stato stabilito che il materiale non rappresenta un pericolo e rimarrà sotto custodia di Damasco, soggetto alle salvaguardie dell'AIEA.

Una visita storica a Deir Ezzor

In una conferenza stampa congiunta a Damasco, Grossi ha confermato di aver visitato gli impianti nucleari di Deir Ezzor, nel nord-est della Siria, diventando il primo direttore generale dell'AIEA ad accedere al luogo in 18 anni. "Abbiamo visitato una località dove sono immagazzinate grandi quantità di grafite, anch'essa legata alle passate attività nucleari a Deir Ezzor", ha dichiarato Grossi sui suoi social.

Il ministro degli Esteri siriano, Asaad al-Shaibani, ha rivendicato il "diritto sovrano e legale" della Siria all'uso civile e pacifico dell'energia nucleare. "La Siria conferma, sulla base di una serie di valutazioni tecniche, che questi materiali non rappresentano una minaccia e che rimarranno sotto salvaguardie nazionali siriane e soggetti alla supervisione dell'agenzia", ha dichiarato il cancelliere.

L'eredità del reattore Al Kibar

La vicenda risale a un reattore non dichiarato che la Siria avrebbe costruito, secondo fonti internazionali, con l'aiuto della Corea del Nord a Deir Ezzor, distrutto da un attacco aereo israeliano nel 2007. Nel 2011, l'AIEA stabilì che Damasco violava i suoi obblighi, una questione che Bashar al-Assad non risolse mai.

Nel 2024, l'allora presidente siriano aveva esplorato con Grossi forme di cooperazione. Solo nel giugno 2025, dopo l'incontro di Grossi con l'attuale presidente siriano Ahmed al-Sharaa, l'AIEA ha ricevuto accesso immediato e senza restrizioni ai luoghi rilevanti. I campionamenti hanno rivelato tracce di uranio naturale lavorato in uno degli impianti correlati.

Cooperazione e futuro del programma nucleare siriano

Al-Shaibani ha spiegato che il suo incontro con Grossi, il secondo in cinque settimane, riflette il passaggio del rapporto della nuova Siria con l'AIEA, da una fase di risoluzione delle questioni pendenti a una vera e propria partnership. Il processo di cooperazione è iniziato all'inizio del 2025 e ha incluso visite sul campo, campionamenti ambientali, memorandum d'intesa nei settori sanitario e agricolo e un meccanismo di finanziamento fornito dall'agenzia.

Dato chiave: Il 17 luglio, la Siria ha dichiarato volontariamente l'esistenza di materiali nucleari in un sito non dichiarato, ereditato dal regime deposto, e ha invitato l'AIEA a ispezionare e verificare il luogo. Grossi e il suo team hanno concluso la visita martedì e hanno raccolto i campioni necessari.

Grossi ha sottolineato che "le attività nucleari in Siria non saranno più legate alle armi nucleari, ma a applicazioni in salute, energia e gestione dell'acqua, come dovrebbe essere". Il direttore generale dell'AIEA ha assicurato che questo martedì rappresenta "una giornata importante per la sicurezza e la pace mondiale".

La Siria attende il prossimo rapporto di Grossi al Consiglio dei governatori, che rifletterà i progressi compiuti, e invita gli Stati membri a sostenerli durante la sessione di settembre mediante una risoluzione che consenta di superare il dossier di inadempienza ereditato dal 2011.

Contesto regionale e richieste a Israele

In altro contesto, al-Shaibani ha chiesto la cessazione immediata delle violazioni e degli attacchi israeliani contro la Siria, la piena attuazione dell'Accordo di disimpegno del 1974 e il completo ritiro alle posizioni precedenti all'8 dicembre 2024. L'attacco israeliano all'aeroporto di Abu al-Duhur è stato definito una "flagrante violazione della sovranità siriana" e una minaccia diretta alla stabilità regionale.

Questa scoperta rappresenta un progresso significativo nella non proliferazione nucleare e un'opportunità storica per la Siria di reintegrare il suo ruolo di membro attivo della comunità internazionale, lasciandosi alle spalle più di un decennio di inadempienze e sospetti sul suo programma nucleare.

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