La flotta russa del Pacifico ha effettuato lanci di missili da crociera dalla isola di Etorofu, una delle Curili meridionali rivendicate da Tokyo. Il presidente Putin ha assistito alle manovre, mentre il Giappone ha formalmente protestato, riaccendendo una disputa territoriale che dura dalla Seconda Guerra Mondiale. Gli esercizi proseguiranno fino al 29 agosto, alimentando l'attrito tra Mosca e i paesi occidentali.

Esercitazioni militari russe in acque contese

La tensione tra Russia e Giappone è tornata a salire giovedì 20 agosto 2026, quando la flotta russa del Pacifico ha lanciato missili da crociera costieri Bastion dall'isola di Etorofu, la più grande dell'arcipelago delle Curili meridionali che il Giappone considera parte dei propri Territori del Nord. I proiettili hanno colpito bersagli simulati a circa 300 chilometri di distanza, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa russo.

Le manovre, iniziate il 4 agosto e in programma fino al 29 agosto, coinvolgono più di 60 navi di superficie, sottomarini e imbarcazioni di supporto, oltre a 30 aerei, elicotteri e droni dell'aviazione navale e oltre 13.000 soldati, come riferito dall'agenzia statale russa Tass.

Le esercitazioni erano state annunciate in anticipo al Giappone, che ha presentato una protesta formale il 5 agosto. Tuttavia, la decisione di Mosca di effettuare lanci direttamente dall'isola contesa è stata considerata dal governo giapponese una provocazione inaccettabile.

Putin ha osservato le esercitazioni dal incrociatore Varyag

Il presidente russo Vladimir Putin ha assistito ad alcune fasi delle manovre il 12 agosto dal incrociatore lanciamissili Varyag, durante la sua visita alle isole Curili e all'isola di Sachalin. Nel suo discorso a bordo, Putin ha giustificato l'escalation militare affermando che "la regione sta diventando sempre più incline ai conflitti, con la NATO che cerca di consolidarsi qui e l'emergere di nuovi blocchi politico-militari".

Il leader russo ha anche menzionato che esistono "piani per dispiegare nuovi sistemi d'arma" che rappresenterebbero minacce per il suo paese, in un chiaro riferimento al crescente coinvolgimento dell'Occidente nell'Indo-Pacifico.

Il Giappone condanna il rafforzamento militare russo

Il ministro degli Esteri giapponese, Toshimitsu Motegi, ha dichiarato giovedì durante una visita in Oman: "Non possiamo tollerare movimenti per rafforzare il potere militare nelle Quattro Isole del Nord, perché vanno contro la posizione del nostro paese sui territori".

La disputa territoriale affonda le radici nel XIX secolo. L'Unione Sovietica occupò le quattro isole alla fine della Seconda Guerra Mondiale nel 1945, e da allora il Giappone le rivendica come parte del proprio territorio. La Russia le amministra come parte delle Curili, mentre il Giappone le chiama Territori del Nord o Quattro Isole del Nord.

Una disputa di lunga data

La visita di Putin a Etorofu la scorsa settimana ha portato a una convocazione incrociata di ambasciatori a Tokyo e Mosca. L'isola, che si estende per circa 3.200 km², è la più grande del gruppo e ospita una base navale russa.

Secondo il quotidiano britannico The Guardian, le esercitazioni navali russe hanno incluso anche un sottomarino nucleare e un incrociatore lanciamissili, in un dispiegamento che riflette l'interesse di Mosca a mantenere la propria presenza militare nel Pacifico.

La tensione si inserisce in un contesto più ampio di confronto tra Russia e Occidente per la guerra in Ucraina, e di avvicinamento tra Giappone e NATO, il che accresce ulteriormente l'attrito con il Cremlino.

Le manovre continueranno fino al 29 agosto e non si prevede una de-escalation immediata.

Fonte originale: The Guardian