La manovra: scansione dell'iride per 80.000 pesos
Un'indagine condotta dal procuratore Betina Lacki (UFI N° 2 di La Plata) ha smascherato una rete di riciclaggio di denaro che operava dal cuore del sistema giudiziario di Buenos Aires. La figura chiave era Albertina Mangini, avvocata che lavorava presso il Patronato de Liberados della Procura Generale della Provincia di Buenos Aires, un ente che supervisiona le persone scarcerate.
Secondo le fonti del caso, Mangini reclutava persone in situazione di vulnerabilità economica offrendo loro 80.000 pesos in cambio del loro documento, fotografie e una "scansione dell'occhio". Le vittime venivano convocate in un bar del centro di La Plata (in via 7 e 56), dove venivano catturati i loro dati biometrici tramite uno scanner per l'iride.
"Quando le persone reclutate se ne andavano, le loro identità cominciavano a essere utilizzate", hanno spiegato gli investigatori.
Il circuito del denaro: conti "mula" e casinò illegali
Con questi dati biometrici, l'organizzazione apriva conti bancari e portafogli virtuali a nome delle vittime. Telefoni, email, dispositivi e password rimanevano sotto il controllo della rete. Questa seconda fase era affidata a Mauro Perrotta, arrestato a Mar del Plata, proprietario di tre palestre nei quartieri Constitución, Nueva Pompeya e Peralta Ramos Oeste.
Il denaro entrava nei conti tramite trasferimenti frazionati – una tecnica nota come "smurfing" o "pitufeo" – per evitare i controlli. I movimenti avevano un pattern distintivo: terminavano sempre con .12 e lasciavano un saldo di 1.000 pesos, mai a zero. I fondi venivano canalizzati verso un casinò online illegale, dove il denaro entrava come "trasferimenti individuali" e usciva camuffato da "vincite al gioco", perdendo ogni tracciabilità.
Il caso testimone: 172 milioni su un conto altrui
Uno dei casi chiave è stato quello di una operaia delle pulizie che aveva accettato di "scansionarsi l'occhio" in cambio di denaro. Tempo dopo ha scoperto movimenti per oltre 172 milioni di pesos su un conto aperto con i suoi dati. Secondo l'indagine, circa 30 persone sono state convocate per aprire conti simili.
In totale, l'organizzazione avrebbe movimentato circa 27.000 milioni di pesos in un anno. L'analisi finanziaria ha collegato Ignacio Marchioni, arrestato a Quilmes, a una finanziaria che operava in quella località e che ha concentrato gran parte dei movimenti. Marchioni, che si dedicherebbe a intermediazione e investimenti, è stato l'unico dei tre arrestati a dichiarare davanti alla procura, anche se la sua versione dovrà essere confrontata con i registri finanziari.
Il legame con la causa Sur Finanzas
Per gli investigatori, il nome di Marchioni non è nuovo: risulta collegato alla causa Sur Finanzas, la finanziaria legata all'Associazione del Calcio Argentino (AFA) indagata per riciclaggio, associazione a delinquere e frode. Secondo la procura, quella finanziaria ha operato tra settembre 2020 e dicembre 2025 e ha mosso più di USD 108 milioni attraverso 16 club di calcio.
Perquisizioni e sequestri
Con l'intervento del Tribunale delle Garanzie N° 6 di La Plata, il Dipartimento dei Reati Fiscali della Polizia Federale Argentina ha effettuato nove perquisizioni simultanee a Buenos Aires e Córdoba, con la collaborazione della Divisione Unità Operativa di Indagini Speciali di Mar del Plata. Sono stati sequestrati:
- Grandi somme di denaro in valuta nazionale ed estera
- Computer e dispositivi di archiviazione
- Terminali Posnet e numerose carte bancarie
- Una BMW M240i xDrive
- Una pistola semiautomatica Glock calibro 9x19 mm
- Quaderni con appunti che dimostrano la contabilità dei casinò
Mangini e Perrotta hanno rifiutato di dichiarare e si sono avvalsi del loro diritto costituzionale. La difesa di Marchioni ha presentato una memoria per dissociarsi dalle manovre. I dispositivi sequestrati saranno sottoposti a perizie forensi, contabili e finanziarie per ricostruire l'intero circuito economico.
L'impatto locale a Mar del Plata
Il caso ha destato preoccupazione nei settori imprenditoriali, commerciali e degli sviluppatori immobiliari di Mar del Plata. Sebbene non ci siano imputazioni contro questi settori, l'indagine espone come fondi di origine illecita possano entrare nel mercato formale. La domanda che circola negli ambienti locali: dove finisce quel denaro e in quali attività si trasforma?